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LIBERARE L’USATO SOTTO CASA

Piccoli e medi esposti davanti ai portoni delle case, mentre i grandi saranno descritti o visibili in fotografia. Sono gli oggetti in almeno buono stato, meglio se ottimo, che potranno essere scambiati nella Giornata del Riuso di Varese sabato 27 novembre, tempo permettendo, anche se l’evento al massimo sarà nuovamente posticipato dopo la pioggia del 20, ma non annullato.

L’iniziativa per dare nuova vita alle tante cose che non sono più usate, e che giacciono inermi nelle cantine, nei solai, o negli armadi è stata organizzata nel quartiere di Casbeno dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con l’azienda pubblica Aspem del gruppo A2A, nell’ambito della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Gli abitanti potranno lasciare qualsiasi oggetto dalle dieci alle sedici fuori dal portone della propria abitazione secondo le modalità decise dagli organizzatori. Coloro che vorranno andare alla ricerca di oggetti senza spendere potranno recarsi nella zona. Alla fine della giornata quanto avanzerà sarà raccolto dal servizio di igiene urbana e avviato al trattamento, che potrà essere di ulteriore selezione per il riuso, prima dell’eventuale riciclaggio.

Ad aiutare le attività della giornata vi saranno anche le Guardie ecologiche volontarie e Legambiente, che insieme ai tecnici comunali e di Aspem, cercheranno anche di capire quali sono i tipi di oggetti più donati e quelli più richiesti, oltre a verificare che non vi siano prodotti scadenti o addirittura rifiuti. Considerati le esperienze fatte in altre analoghe iniziative è probabile che sia possibile trovare nelle vie di Casbeno di Varese mobili, vestiti, libri, cornici, giocattoli, attrezzature sportive, piccoli elettrodomestici, e pentole.

A Seveso, in provincia di Monza, si svolge da tempo con successo una simile iniziativa: Sbroja e Desfescia, con la differenza che  vi è  un luogo dove portare un sabato ogni tre mesi gli oggetti che il giorno dopo saranno esposti.

 

SI RECUPERA TUTTO NEI VITIGNI

Bike and Wines by Marv! da Flickr

Dalle vinacce esauste ed essiccate si ricava biomassa per riscaldare e produrre elettricità. Dai raspi si ottiene materiale organico per la pacciamatura. Sono due tra gli utilizzi meno noti dei vitigni che aumentano la sostenibiltà di questo tipo di coltivazione, spesso accusata di essere scarsamente rispettosa dell’ambiente e di essere causa dell’incremento del dissesto idrogeologico.

Da tempo è in corso un processo di miglioramento della vitivinicultura, a iniziare dalla ricerca della qualità, che ha orientato la produzione verso la bontà rispetto alla quantità. L’incremento di reddito delle aziende agricole ha permesso di investire nei miglioramenti di tutta la filiera, che stanno proseguendo, anche con difficoltà, come per la definizione europea di vino biologico. La stesura del regolamento europeo si è infatti arenata nelle differenze tra stati del nord e sud dell’Ue.  Le pratiche sostenibili innovative si stanno diffondendo nella realizzazione di nuove cantine, che si inseriscono piacevolmente nel paesaggio e che sono realizzate con materiali edili ecocompatibili. In molto casi si iniziano a vedere anche installazione di pannelli fotovoltaici e solari termici sui tetti. Per quanto riguarda l’aspetto agricolo vi sono strade che possono sembrare anche contraddittorie.

L’uso dei raspi per la pacciamatura attorno ai vitigni è una tecnica adottata per non far crescere erbacce al fine di migliorare la qualità dei frutti e del lavoro, mentre vi sono coltivatori che fanno crescere l’erba per compattare il terreno in modo da diminuire l’erosione del suolo, quindi il dissesto idrogeologico. Evidentemente ciascuna avrà un utilizzo sostenibile in base alla tipologia del territorio dell’azienda che deciderà di adottarla. L’irrigazione in alcuni casi è stata razionalizzata con riduzione dei consumi, analoga strada intrapresa anche nelle cantine durante le fasi della lavorazione dove è necessaria.

L’elenco delle buone pratiche è lungo, e prevede anche l’uso dei vinaccioli per ottenere un olio usato sia per l’alimentazione che la cosmetica, piuttosto che il riuso delle vinacce per ottenere grappa dopo una distillazione. In quest’ultimo caso è possibile ottenere infine pellet per l’uso come biomassa per riscaldare o produrre elettricità dopo un trattamento di essicamento. Dallo stesso materiale è anche possibile ricavare bioetanolo per autotrazione.

Altri aspetti della sostenibilità della vitivinicultura arrivano dagli imballaggi del vino, in questo ambito sono state adottate bottiglie con minore utilizzo di vetro, etichette stampate con inchiostri e carte a ridotto impatto ambientale, in qualche caso si trovano anche distributori alla spina, ma solo per quello di gamma meno pregiata.

Per finire vi è anche il turismo enologico in bicicletta, con tanto di due ruote attrezzate e aziende agricole con parcheggi predisposti per chi pedala tra una cantina e l’altra, godendosi gli aromi del vino e la bellezza del paesaggio modificato dal lavoro dell’uomo.

 

ARRIVA IN CASCINA IL SELF SERVICE DEL RISO

distributori riso piccola

Il riso come una volta. A peso. Stavolta dal produttore, con un bel risparmio, e in modo autogestito. E’ una delle proposte di filiera corta innovativa che si possono trovare nel Parco Agricolo Sud Milano, l’unico di cintura urbana con vocazione primaria.

L’esperienza si sta svolgendo alla Cascina Nesporedo di Locate Triulzi, in una delle zone a maggiore vocazione per la coltivazione di questo cereale, che vede l’Italia al primo posto in Europa. Tra le province di Milano e Lodi ci sono quattordicimila ettari coltivati a riso, sui duecentoventimila in tutta Italia, gran parte concentrati in Piemonte e Lombardia, anche se in Veneto e Sardegna si segnalano altre produzione, anche di qualità. Gli acquirenti arrivano in Cascina e si dirigono verso gli erogatori con un sacchetto, che può essere anche portato da casa, diminuendo ulteriormente la produzione di rifiuti, lo riempiono, infine lo pesano per la prezzatura. Per la varietà Carnaroli, la più amata e adatta per i tradizionali risotti, il prezzo al chilo è di circa il quaranta per cento in meno rispetto ai supermercati. Nel distributore self service si possono trovare anche i risi Vialone nano, Arborio e integrale, inoltre nei contenitori da venti chili ce n’è uno dedicato al farro.