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LE BICICLETTE SIMBOLO DI LUBIANA SOSTENIBILE

lubiana sostenibile

La via alla sostenibilità di Lubiana si vede dalle biciclette presenti nelle strade della città.
E’ questa una delle principali innovazioni nella mobilità introdotte dai processi partecipati che la capitale slovena ha attivato negli ultimi lustri.
Proprio l’organizzazione dei trasporti è stata modificata grazie all’ascolto e alle proposte arrivate dai forum ai quali hanno partecipato gli abitanti.
La bicicletta è stata introdotta nel sistema della mobilità grazie alla realizzazione di itinerari ciclabili che passano nello storico e affascinante centro città pedonale. L’amministrazione comunale ha pure realizzato una serie di parcheggi coperti per le due ruote e ha introdotto il servizio di bike sharing.
Sempre grazie ai forum con i cittadini sono stati modificati i percorsi delle linee del trasporto pubblico, e sono stati adottati combustibili a ridotto impatto ambientale come il biodiesel.
Anche la raccolta differenziata dei rifiuti è presente, a Lubiana c’è un sistema di cassonetti sotterranei ma visibili in superficie per poter conferire le diverse frazioni degli scarti domestici o commerciali.
La riduzione dei rifiuti passa anche per il sostegno all’acqua pubblica grazie a una rete di fontane e a cartelli che raccomandano di berla al posto di quella in bottiglia.
Anche l’agricoltura biologica ha avuto un incremento per la presenza a Lubiana di mercatini da oltre un decennio. Proprio questa iniziativa è stato il volano per la crescita di tutto il settore che ha portato la città ad ospitare anche un’ecofesta e un’ecosettimana dedicate alle produzioni organiche.
Ovviamente per lo sviluppo sostenibile non può mancare il recupero delle aree industriali dismesse, al centro di un’apposita progettazione da dieci anni, che è resa pubblica in una mostra permanente dei nuovi insediamenti nella capitale slovena.

 

DIECI ANNI DI AGRICOLTURA DI VICINATO IN ALSAZIA, ALLE FONTI DEL RENO

gerplan haut-rhin

Una comunità di enti locali per l’agricoltura di vicinato. E’ un’esperienza che dura da quasi dieci anni anni nella zona dell’Alto Reno, in Francia, con un’appendice anche nell’adiacente Germania.
Per la precisione la progettazione, e la volontà di costruire un percorso per riconnettere l’agricoltura con gli abitanti dei vicini comuni, affonda le proprie radici nella seconda metà degli anni ’90.
A ratificarlo nel 2000 è stata una delibera del consiglio del dipartimento dell’Alto Reno, che fa parte dell’Alsazia. I punti cardine sono la salvaguardia del paesaggio e dell’acqua, a partire dalla sviluppo sostenibile che l’agricoltura di vicinato può avere.
Per questo è in corso Gerplan, un piano dove sono state progettate, e messe in comune, le azioni per realizzare la nuova connessione tra campagna e comunità locali.
Ovviamente la partenza è stata una mappatura del patrimonio naturale esistente, e della attività agricole presenti. Su questo studio è stato realizzato un piano di azioni per raggiungere questi obiettivi. L’evoluzione delle aziende agricole in multifunzionali è stato un passaggio alquanto praticato, quelle che producevano latte hanno iniziato anche a trasformarlo in yogurt e formaggi, mentre quelle da frutti hanno iniziato a lavorarli per venderli non solo freschi.
Spesso queste trasformazioni hanno visto anche l’apertura di punti vendita o piccoli mercati contadini nei centri urbani. Anche l’aspetto estetico è stato curato, reinserendo nel paesaggio numerose strutture agricole, magari ricomprendo di legno i manufatti di grigio cemento grezzo.
Ovviamente le azioni per la sostenibilità della comunità dell’Alto Reno si è estesa anche ad altre infrastrutture, come la raccolta differenziata dei rifiuti, e il compostaggio degli scarti di cucina e degli avanzi del verde. Il terriccio fertilizzante che si ottiene è fondamentale per l’agricoltura sostenibile e biologica. Altro ambito di azione è stato quello di diffondere la banda larga senza fili per le telecomunicazioni. Le comunità rurali e quelle urbane condividono anche la necessità di essere connesse per conoscere, condividere e farsi conoscere, rimanendo custodi dei propri territori per le generazioni future, e anche per i turisti, dei dintorni, ma non solo.

 

FOODSHARING: IN GERMANIA CIBO CONDIVISO PER EVITARE GLI SPRECHI

foodsharing

In Germania gli avanzi di cibo si possono condividere anziché buttare. Accade in città come Berlino, Monaco di Baviera e Colonia da poco più di un mese.
Si chiama foodsharing.de il nuovo servizio antisprechi che sta avendo un successo superiore alle migliori attese.
Il principio è molto semplice. Cittadini e aziende devono mettere a disposizione il cibo in eccedenza gratuitamente. Per farlo si devono registrare sul sito per poter pubblicare l’annuncio che deve contenere tipologia, quantità e tempi per il ritiro dei prodotti.
A chi mette a disposizione il cibo in eccedenza, anche cucinato, è chiesta la garanzia della perfetta conservazione, nel caso dei cibi freschi deve essere garantita la catena del freddo, il mantenimento della bassa temperatura.
Il foodsharing inizialmente è nato da un gruppo di famiglie che si erano organizzate per condividere gli avanzi di ciascuna.
Subito dopo, viste anche le adesioni, è arrivata l’idea di farne un sito internet che ha avuto immediatamente una grande accoglienza.
Fino ad ora sono otto le città e le località dove il servizio è attivo, ma la diffusione è in rapida crescita. Foodsharing.de sta già lavorando per essere presenti anche in Austria e Svizzera. I margini di possibile crescita sono ampi, infatti lo spreco per abitante arriva a ottantadue chili all’anno di cibo buono che finisce in pattumiera. C’è da superare la diffidenza e l’imbarazzo che impediscono di accettare cibo da sconosciuti, che grazie alla registrazione del sito, però, non sono più tali, anzi, magari si possono scoprire anche abili cuochi o cuoche casalinghe.

 

VENDING: AUMENTERA’ LA SCELTA DI PRODOTTI NELLE MACCHINETTE

Manifesto marchio qualità vending promosso da Confida a Venditalia

Marchio qualità vending promosso da Confida

 

Macchinette touch screen. Vending halal. Pagamenti da telefonino. L’esperienza ai distributori automatici sarà sempre essere sempre più personalizzata, sia per l’innovazione dei distributori che dei prodotti.

A Venditalia, la fiera biennale del settore della vendita e somministrazione meccanica che si svolge negli anni pari a Fiera Milano City, il futuro e il presente dei consumi erano presenti. I grandi schermi a tocco oltre a permettere la classica funzione di ordinazione, hanno quella di breve intrattenimento, magari pubblicitario, ma soprattutto quella di trasparenza dei prodotti, permettendo, per esempio, di leggere le etichette della singole referenze. Ovviamente gli schermi potranno avere ulteriori utilizzi per applicazioni e video con nuovi format e concept da immaginare, il tutto gestibile anche in remoto, visti i nuovi strumenti di telemetria già esistenti e in via di sviluppo, grazie anche all’avvento della banda larga.

Anche la gamma dei prodotti somministrabili è sempre più ampia, il food, con il caffè, è sempre protagonista, ma le nuove referenze, come quelle dei panini e tramezzini halal, per i nuovi italiani di fede musulmana, sono arrivate anche nel vending. L’attenzione alla qualità dei prodotti erogati è testimoniata dalla differenziazione del segmento caffè e bevande calde, ma anche fredde, e dai prodotti salati e dolci. Sempre di più le referenze uniscono la ricerca di soddisfare l’evoluzione del gusto e la ricerca della salubrità, il biologico, gli alimenti per celiaci, e le linee premium erano presenti in quantità accanto ai tradizionali player della grande industria alimentare.

Cresce anche l’offerta della ristorazione automatica, utile soprattutto per le piccole e medie imprese dove sono assenti mense o bar. In questo caso oltre alle innovazioni nelle macchinette, che oltre a refrigerare hanno iniziato anche a poter riscaldare, ci sono anche nuovi servizi di assistenza e fornitura.

Anche la sostenibilità e i diritti dei consumatori hanno avuto il loro spazio a Venditalia. Alcuni produttori hanno iniziato a marchiare le macchinette per il consumo energetico, ce n’erano anche di classe A++, come c’erano proposte per ridurre i rifiuti da imballaggi, grazie a piccoli compattatori, o per usarne di plastica compostabile. Altra attenzione è stata rivolta alla realizzazione di un marchio di qualità Tqs da parte di Confida, l’associazione di categoria, che, insieme all’Adincosum ha pure realizzato un opuscolo su regole e diritti dei consumatori nel vending,

I negozi automatici nei centri urbani o sulle principali arteria stradali sono diventati una presenza quotidiana nel panorama di ciascuno.

Qualche esempio di macchinette di nuova generazione che si possono trovare in spazi pubblici sono quelle per il latte crudo, che abbiamo iniziato anche ad esportare in Spagna, per l’acquisto di libri e per bere una spremuta.