
Ricicletta Cial, bicicletta prodotto dal Consorzio Imballaggi Alluminio dal riciclaggio di ottocento lattine
Venti biciclette di alluminio per incentivare il turismo attorno al lago di Varese. Un’alleanza sostenibile potenziata dalla sinergia tra il riciclaggio dell’alluminio, la mobilità dolce delle due ruote e la filiera corta agroalimentare di un agriturismo.
Ha fatto tappa nella provincia prealpina l’attività di comunicazione del Cial, il consorzio per il recupero degli imballaggi prodotti con questo metallo, attraverso la donazione di bici ottenute dal riuso di ottocento lattine.
I mezzi saranno a disposizione nell’agriturismo Fattoria Gaggio di Galliate Lombardo, che si trova a poca distanza dalla pista ciclabile che si trova attorno al Lago di Varese.
In Italia il mercato dei riprodotti in Italia è ancora allo stato nascente, gli acquisti verdi nella pubblica amministrazione hanno avuto un forte impulso nel 2008 con la promulgazione del primo piano nazionale.

Ciclo di vita pannelli fotovoltaici
Si riciclano e si fanno affari, di più in futuro. Con il riciclaggio dei pannelli solari fotovoltaici, quelli per la produzione di energia elettrica. In Germania è stata organizzata la filiera industriale del recupero, con un occhio già al mercato del resto d’Europa, anche se per ora la rigenerazione dei materiali degli impianti che producono energia dal sole avviene su base volontaria.
Ancora una volta da Berlino e dintorni il futuro sostenibile è già presente. Ambiente e sviluppo economico vanno a braccetto, in questo caso l’esigenza di sostituire i pannelli solari usurati dal tempo ha fatto nascere una nuova industria, quella del recupero degli impianti fotovoltaici. Le imprese che decidono di conferire i propri vecchi alle aziende dell’associazione di filiera lo fanno volontariamente. Il sito del raggruppamento di imprese è bilingue, inglese e tedesco, ma il video promozionale è anche in spagnolo, francese e italiano. Un modo per coprire anche mercati al di fuori della Germania, dove non ci sono ancora aziende specializzate in questo riciclaggio, anche perché le installazioni diffuse di pannelli fotovoltaici sono una recente novità.

Stampella per vestiti di cartone
Riciclabile e magari riciclata. E’ la stampella per vestiti in cartone ideata in Belgio. L’accessorio per gli armadi così prodotto ha un duplice vantaggio, innanzitutto è un pezzo unico, anche il gancio è infatti del medesimo materiale della zona per gli abiti, può essere quindi nuovamente rigenerato in modo facile, inoltre, può essere realizzato da materiale di scarto.
L’ecodesign ha reso più sostenibile un accessorio presente in tutte le case e che, in base ai materiali di produzione, come il legno, può avere un buon life cycle assessment (lca), ecobilancio del ciclo di vita.
La versatilità del cartone può inoltre consentire svariate forme e colori per farlo diventare anche un bell’oggetto per casa, oltre che utile.

Sotto vuoto, senza umidità e luce, ma con l’imballaggio riciclabile. E’ ciò che permette la confezione del caffè equo e solidale di Altromercato, la prima ad avere insieme le caratteristiche di praticità, che ne hanno decretato il successo attuale e passato, ed ecologicità, la sfida del futuro.
La nuova confezione è formata da vari tipi di plastiche, quindi adatta alla raccolta differenziata dei rifiuti, ed è realizzata dalla Pack.Co, un’azienda che era stata sostenuta del 2003 dalla Provincia di Milano nel bando per le nuove imprese innovative.
Attualmente le confezioni di caffè tostato sono realizzate con poliaccoppiati, formati da uno strato di alluminio e due di film di plastica, dopo l’uso sono quindi destinati al sacco nero, la parte indifferenziata delle pattumiere domestiche.

Solidarietà con i vecchi cellulari, grazie al riciclaggio. E’ Donaphone la campagna, attiva in Lombardia, per la raccolta dei telefonini che non usiamo perché rotti o sostituiti con nuovi modelli. A realizzarla sono Caritas Ambrosiana, Vesti Solidale, e Consorzio Farsi Prossimo, con il patrocinio dei Comuni di Milano e Cinisello Balsamo, e il contributo di Fondazione Cariplo.
L’opportunità dell’iniziativa per i cittadini è la dislocazione in uffici pubblici, o in altri luoghi ad alta frequentazione, di contenitori dove depositare i dispositivi dismessi. Secondo l’attuale normativa ispirata dalla direttive Ue sui Raee, quella inerente i rifiuti elettronici ed elettrotecnici, i vecchi apparecchi devono essere portati nelle piattaforme ecologiche, o riciclerie, in modo da poter essere riciclati. Grazie a Donaphone vi è la moltiplicazione dei luoghi di conferimento, e probabilmente un incremento della raccolta proprio per questo servizio. Vesti Solidale, una coop che dà lavoro a immigrati e italiani di fasce deboli della popolazione, si occupa oltre dello smaltimento anche della lavorazione di questi telefonini. La non profit company si occupa anche di altri servizi di raccolta e recupero di scarti, ed ha certificazione ambientale Iso 14001. Il ricavato del progetto servirà a realizzare una casa dove possano alloggiare madri con figli su segnalazioni delle autorità giudiziarie.
In Veneto esiste un’iniziativa simile a Donaphone, che ne è partner, si chiama Telefono Casa.
Riciclare il sughero è possibile, oltre che utile. Per questo motivo è da poco iniziata la campagna Tappo a chi? A organizzarla è Rilegno, il Consorzio per il recupero del legno e dei relativi imballaggi, che propone a ristoranti e associazioni di raccogliere le coperture delle bottiglie di vino. Dal riciclaggio si può infatti ottenere il granulato con il quale realizzare pannelli per l’edilizia, che hanno ottime caratteristiche di isolamento termico e acustico. La quasi totalità della produzione nazionale di sughero, che è la corteccia dell’omonimo albero, è utilizzata per i tappi per le bottiglie di vino. Finalmente il consorzio obbligatoria di settore si occupa di questo piccola parte degli scarti di legno.
Nel frattempo il mondo del non profit, che già in passato ha realizzato questo tipo di iniziativa su scala locale, ne ha in corso un’altra: Salva il tappo di sughero della cooperativa sociale Artimestieri di Boves, vicino Cuneo, specializzata in bioedilizia e bioarredamento. L’accorciamento della filiera rispetto a quella del consorzio dà l’idea di un’attività più dinamica rispetto a quella anche più accattivante dal punto di vista dell’immagine del consorzio ufficiale. Il riuso nella realizzazione di mobili e arredi da parte degli organizzatori, insieme all’adesione di numerose realtà del volontariato, che in caso di vicinanza possono avere una piccola entrata economica, sembra avere una marcia in più rispetto alla campagna ufficiale, che pure ha avuto importanti partnership come il Movimento per il turismo del vino.