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APPLICAZIONI PER I TRASPORTI PUBBLICI DI MILANO

Applicazione mezzi pubblici Milano: Muovimi

Applicazioni per i mezzi pubblici di Milano. Metropolitane, tram, autobus, filovie, ma anche bike e car sharing, nonché i parcheggi per auto, in tempo reale sugli smartphone. Muovimi, Iatm e Atm mobile sono tutto questo, ma anche molto di più, considerato che l’uso di informazioni georeferenziate permette ai telefonini di nuova generazione di essere nuove guide stradali intelligenti.

La prima applicazione arrivata sugli smartphone è stata Muovimi, e consente di sapere dove sono le fermate dei mezzi e i tempi di attesa per la rete urbana dell’Atm di Milano. Per ora c’è solo la versione per Iphone, e tra poco anche per Ipad, secondo quanto scrive su Twitter l’autore Alessandro De Peppo, che in un post intervista su 02blog ha spiegato anche le principali differenze con le app ufficiali dell’azienda dei trasporti milanesi.

Iatm è dedicata al sistema operativo iOS della Apple, quello per Iphone e Ipad, e dispone della visualizzazione delle fermate in realtà aumentata e dispone della versione in inglese, oltre ai percorsi e tempi di attesa dei mezzi pubblici milanesi.

Atm mobile ha versioni per Android, Blackberry, Windows e Symbian di Nokia, è più spartana graficamente, ma è un portale verticale per la mobilità sostenibile dei sistemi gestisti dall’azienda dei trasporti. Permette infatti di verificare la vicinanza alle stazioni del bike e car sharing (solo Guidami), ai parcheggi per auto, e alle rivendite dei biglietti.

Nelle applicazioni di Atm non c’è purtroppo la possibilità di interloquire per segnalare difetti e miglioramenti come invece per Muovimi.

A quando un’app con tutti i mezzi di trasporto dell’area metropolitana di Milano?

Intanto per gli utenti Trenitalia ci sono solo applicazioni per Iphone e Ipad, per Trenord c’è esclusivamente quella per il Malpensa Express Android e prossimamente anche Ios, ma via Twitter si possono avere aggiornamenti sulla propria linea, e non ci sono quelle per i taxi. A New York, invece, c’è quella che permette di utilizzare la tariffa condivisa, una possibilità sconosciuta a gran parte degli utenti milanesi.

 

CALIFORNIA: LA BORSA DELLE EMISSIONI CLIMALTERANTI

La California dovrebbe inaugurare nel 2013 il proprio mercato delle emissioni dei gas climalteranti. Sono infatti stati approvati i regolamenti del cap and trade, quelli che sanciscono i tetti di partenza dei diritti di inquinamento e che stabiliscono le modalità del commercio dei titoli di risparmio, che saranno emessi dai soggetti virtuosi. Si prevede che il nuovo mercato andrà a regime nel 2016 e che tratterà affari per dieci miliardi di dollari. La borsa californiana della CO2 sarà la seconda per dimensioni dopo quello dell’Unione Europea.

L’ultimo passaggio istituzionale necessario è stato approvato all’unanimità a ottobre dal dipartimento aria dell’agenzia statale per la protezione dell’ambiente, ed è arrivato dopo tre anni di confronti, anche aspro, con il mondo dell’industria. L’istituzione del marcato della emissioni della California, una delle principali economie mondiali, era stato sancito da una legge del 2006, la nota Ab 32 sui cambiamenti climatici, per cui si era alquanto impegnato l’allora governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger. Obiettivo è far tornare le emissioni climalteranti ai livelli del 1990 entro il 2020. I principali settori industriali coinvolti dal provvedimento sono le raffinerie di petrolio e le centrali termoelettriche.

Il funzionamento. I limiti di emissione sono stati stabiliti attraverso la raccolta per tre anni dei dati sulle emissioni delle industrie. Le imprese sono state raggruppate in settori ed è stato assegnato un punto di riferimento medio delle emissioni. Le aziende potranno emettere fino al 90% di tale importo nel primo anno. Le industrie che opereranno in modo efficiente, sotto il limite stabilito, potranno vendere sul mercato le proprie quote di carbonio in eccesso, le società le cui emissioni saranno, invece, al di sopra del punto di riferimento dovranno compensarle attraverso l’acquisto di crediti.

Chi emetterà i titoli azionari negoziabili? I parchi, per esempio, potranno incrementare l’accumulo di carbonio attraverso l’estensione delle zone boscate o comunque mediante azioni che incrementino il sequestro della C02 Questo aumento di stoccaggio del carbonio può essere trasformato in un credito negoziabile. Ci sarà un’entità indipendente che verificherà che il risparmio di emissioni sia reale, e il nuovo giacimento supplementare sia mantenuto per almeno cento anni. Nessun compensazione di carbonio potrà essere acquistata al di fuori degli Stati Uniti.

 

IL 2012 SARA’ L’ANNO DELL’AUTO ELETTRICA E CONDIVISA

Stazione Car Sharing Guidami ed Emoving A2A, via Bergognone a Milano

E’ intelligente, efficiente, ed economico, quindi moderno e urbano, usare un mezzo elettrico, privato o in condivisione. Che sia sostenibile per l’ambiente conta poco, almeno per la pubblicità che si rivolge al grande pubblico per coinvolgerlo in questa esperienza. E’ quello che si nota nella comunicazione dei nuovi sistemi di trasporto, e relativi servizi innovativi, che si stanno sviluppando per rendere possibile la mobilità elettrica o comunque sostenibile.

La emobility dal 2011 ha decisamente iniziato ad essere una realtà che esiste, non solo per i consumatori ad alta sensibilità ecologica, ma per una grande platea, quella composta dagli abitanti dei grandi centri metropolitani. Nelle realtà urbane infatti la congestione da traffico rende peggiore la qualità della vita, dai tempi di percorrenza troppo lunghi, alle difficoltà di parcheggiare, passando per la pessima qualità dell’aria. Per questo ci sono abitanti che hanno già cambiato la propria mobilità, e altri che stanno pensando di farlo.

Il successo dei servizi di car sharing, come Guidami di Atm a Milano, è una testimonianza di come vi siano domande di mobilità cui è possibile rispondere con altri sistemi rispetto alla classica suddivisione auto privata, mezzo pubblico. Proprio la nuova concorrenza nei servizi in condivisione è iniziata, tra l’altro, dall’introduzione di auto elettriche nell’offerta per gli utenti, l’innovazione è E Vai, società di car sharing delle Ferrovie Nord Milano. Il nuovo servizio consente anche il prelievo delle auto una tantum, senza essere iscritti preventivamente, diventando di fatto anche un autonoleggio.

A Milano, dopo lo scandalo Zincar, è finalmente partito Emoving di A2A, il servizio di colonnine per la ricarica elettrica in strada, che l’azienda sta realizzando anche a Brescia.

Proprio al mercato dei privati si rivolge E-move.me di Thierry Boch. L’azienda vende non solo diverse tipologie di mezzi elettrici, dalle bici servoassistite agli scooter, passando per microauto e personal movers, ma anche i servizi, come l’installazione di colonnine nei parcheggi aziendali, la realizzazione di impianti per l’alimentazione da fonti rinnovabili, e la verifica dei contratti di fornitura di elettricità verde. In pratica E-move.me è anche un servizio di mobility managment, specializzato in soluzioni personalizzate per la mobilità elettrica.

Nel mercato del noleggio è arrivata anche Mu by Peugeot della casa automobilistica transalpina. Il servizio, erogato da alcuni concessionari di Milano e Roma, offre dalla bicicletta servoassistita ai veicoli commerciali tradizionali, passando per le auto elettriche. La compagnia francese, con Trenitalia e l’autonoleggio Maggiore, ha pure lanciato EcoRent, un servizio di noleggio auto elettriche agli utenti del treno ad alta velocità Freccia Rossa per ora nelle stazioni Centrale di Milano e Termini di Roma. Dopo la prenotazione gli utenti riceveranno già al binario le chiavi del mezzo scelto. Sempre Peugeot, ancora a Milano, ha installato una colonnina a ricarica veloce nella concessionaria di via Gallarate, che è riservata ai clienti della casa automobilista. In mezz’ora la batteria si rigenera all’ottanta per cento.

Sul sito www.colonnineelettriche.it c’è l’elenco aggiornato dei punti di ricarica pubblici.

Per l’Italia, ma anche l’Europa, il 2012 è considerato dagli osservatori del mercato automobilistico come quello dell’inizio della diffusione dei mezzi elettrici. Le tante e diverse iniziative sembrano confermare questa previsione, visti anche i livelli insostenibili per la salute di emissioni inquinanti nella aree urbane, per cui l’Italia è annualmente richiamata dall’Unione Europea al rispetto delle direttive.

A San Francisco, in California, dove l’introduzione di questo tipo di mobilità è più avanzato stanno già potenziando la rete per la distribuzione dell’elettricità.

 

SCIENZE GASTRONOMICHE ANCHE NEI PAESI BASCHI

Scienza Gastronomiche nei Paesi Baschi. Una nuova facoltà che farà concorrenza a quella di Pollenzo di Bra, in provincia di Cuneo, di Slow Food. E’ quella che ha iniziato le proprie attività a San Sebastian, all’interno del Bcc, il Basque Culinary Center.

La Spagna da tempo ha iniziato un percorso di valorizzazione della propria cucina, dei propri prodotti e della propria accoglienza. Un’operazione pienamente riuscita visto il sistema economico che è stato realizzato in questi anni partendo dalla gastronomia. Una delle architravi è stata l’istituzione dei congressi di cucina, che proprio nei Paesi Baschi hanno uno delle massime espressioni, chissà quanto la vicinanza della Francia abbia influenzato questo processo. Non a caso la Facoltà di Scienze Gastronomiche, che fa parte dell’Università di Mondragon ed è finanziata dal governo, è sorta a San Sebastian, qui l’ateneo due anni fa aveva già istituito il Basque Culinary Center, e nella struttura universitaria sorgerà anche il Centro de Investigación e Innovación en Alimentación y Gastronomía. Ovviamente il Bcc e la facoltà si avvarranno della collaborazione degli chef della zona. Il corso di laurea durerà quattro anni e disporrà cento posti all’anno, cui si accederà per selezione. I finanziamenti per la realizzazione del Basque Culinary Center sono arrivati dal PlanE, il piano del governo spagnolo per stimolare la crescita dell’economia.