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ISRAELE: 60% DEGLI IMBALLAGGI RICICLATO ENTRO IL 2014

Bidoni raccolta differenziata rifiuti allo Zoo di Gerusalemme

Imballaggi riciclati dai produttori, al 60% entro il 2014, al 100% entro il 2020. E’ questa la scelta che sta facendo Israele su proposta del ministero dell’ambiente.

Il parlamento di Tel Aviv ha approvato in prima istanza la nuova norma sul recupero degli imballaggi, che dà la responsabilità dello smaltimento ai produttori. Prima di entrare in vigore la Knesset dovrà esaminarla in seconda e terza lettura, probabilmente entro febbraio. Con il recupero delle materie seconde, derivanti dal riuso e riciclaggio, Israele potrebbe risparmiare 300 milioni di dollari all’anno, spesi ora in questo settore, senza contare i costi ambientali per la gestione di un milione di tonnellate di scarti ogni dodici mesi.

La nuova legge prevede che entro il 2014 siano recuperati il 70% di vetro e cartone, il 65 di metalli e il 40 di plastica. La norma prevede anche l’introduzione per gli enti locali, che organizzano il servizio rifiuti, la separazione tra scarti secchi e organici, avanzi di cibo e potature del verde.

Obiettivo del governo israeliano ridurre al minimo l’uso delle discariche per smaltire l’immondizia.

 

SI RECUPERA TUTTO NEI VITIGNI

Bike and Wines by Marv! da Flickr

Dalle vinacce esauste ed essiccate si ricava biomassa per riscaldare e produrre elettricità. Dai raspi si ottiene materiale organico per la pacciamatura. Sono due tra gli utilizzi meno noti dei vitigni che aumentano la sostenibiltà di questo tipo di coltivazione, spesso accusata di essere scarsamente rispettosa dell’ambiente e di essere causa dell’incremento del dissesto idrogeologico.

Da tempo è in corso un processo di miglioramento della vitivinicultura, a iniziare dalla ricerca della qualità, che ha orientato la produzione verso la bontà rispetto alla quantità. L’incremento di reddito delle aziende agricole ha permesso di investire nei miglioramenti di tutta la filiera, che stanno proseguendo, anche con difficoltà, come per la definizione europea di vino biologico. La stesura del regolamento europeo si è infatti arenata nelle differenze tra stati del nord e sud dell’Ue.  Le pratiche sostenibili innovative si stanno diffondendo nella realizzazione di nuove cantine, che si inseriscono piacevolmente nel paesaggio e che sono realizzate con materiali edili ecocompatibili. In molto casi si iniziano a vedere anche installazione di pannelli fotovoltaici e solari termici sui tetti. Per quanto riguarda l’aspetto agricolo vi sono strade che possono sembrare anche contraddittorie.

L’uso dei raspi per la pacciamatura attorno ai vitigni è una tecnica adottata per non far crescere erbacce al fine di migliorare la qualità dei frutti e del lavoro, mentre vi sono coltivatori che fanno crescere l’erba per compattare il terreno in modo da diminuire l’erosione del suolo, quindi il dissesto idrogeologico. Evidentemente ciascuna avrà un utilizzo sostenibile in base alla tipologia del territorio dell’azienda che deciderà di adottarla. L’irrigazione in alcuni casi è stata razionalizzata con riduzione dei consumi, analoga strada intrapresa anche nelle cantine durante le fasi della lavorazione dove è necessaria.

L’elenco delle buone pratiche è lungo, e prevede anche l’uso dei vinaccioli per ottenere un olio usato sia per l’alimentazione che la cosmetica, piuttosto che il riuso delle vinacce per ottenere grappa dopo una distillazione. In quest’ultimo caso è possibile ottenere infine pellet per l’uso come biomassa per riscaldare o produrre elettricità dopo un trattamento di essicamento. Dallo stesso materiale è anche possibile ricavare bioetanolo per autotrazione.

Altri aspetti della sostenibilità della vitivinicultura arrivano dagli imballaggi del vino, in questo ambito sono state adottate bottiglie con minore utilizzo di vetro, etichette stampate con inchiostri e carte a ridotto impatto ambientale, in qualche caso si trovano anche distributori alla spina, ma solo per quello di gamma meno pregiata.

Per finire vi è anche il turismo enologico in bicicletta, con tanto di due ruote attrezzate e aziende agricole con parcheggi predisposti per chi pedala tra una cantina e l’altra, godendosi gli aromi del vino e la bellezza del paesaggio modificato dal lavoro dell’uomo.

 

RICICLETTE PER IL TURISMO SOSTENIBILE

Ricicletta Cial, bicicletta prodotto dal Consorzio Imballaggi Alluminio dal riciclaggio di ottocento lattine

Venti biciclette di alluminio per incentivare il turismo attorno al lago di Varese. Un’alleanza sostenibile potenziata dalla sinergia tra il riciclaggio dell’alluminio, la mobilità dolce delle due ruote e la filiera corta agroalimentare di un agriturismo.

Ha fatto tappa nella provincia prealpina l’attività di comunicazione del Cial, il consorzio per il recupero degli imballaggi prodotti con questo metallo, attraverso la donazione di bici ottenute dal riuso di ottocento lattine.

I mezzi saranno a disposizione nell’agriturismo Fattoria Gaggio di Galliate Lombardo, che si trova a poca distanza dalla pista ciclabile che si trova attorno al Lago di Varese.

In Italia il mercato dei riprodotti in Italia è ancora allo stato nascente, gli acquisti verdi nella pubblica amministrazione hanno avuto un forte impulso nel 2008 con la promulgazione del primo piano nazionale.

 

SPREMUTE D’ARANCIA AUTOMATICHE

 

E’ arrivata la spremuta d’arancia fuori casa ma senza bar. Nel mezzanino della stazione Garibaldi del Passante Ferroviario di Milano, all’imbocco del sottopassaggio per la linea 2 della metropolitana e per i binari in superficie, da un paio di mesi, è possibile farsi somministrare la bevanda fresca al momento da una “macchinetta”. Che non si tratti di prodotto preconfezionato è direttamente controllabile, il distributore automatico è infatti trasparente, consente pertanto di vedere tutta l’operazione, dalle arance intere a quando il succo con polpa giunge nel bicchiere, passando, ovviamente, per la spremitura. Una dose costa un euro e mezzo. Unico difetto della nuova iniziativa di vending rispetto al bar è l’impossibilità di poter scegliere la temperatura, la bevanda è solo fredda di frigorifero. I bicchieri, inoltre, non sono di plastica compostabile.