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LA SFIDA INDUSTRIALE DEL POMODORO SOSTENIBILE

Pomodoro sostenibile, con strategie diverse ed obiettivi comuni. Avviene anche così la concorrenza tra alcuni noti marchi della conserva di uno tra i prodotti simbolo della cucina italiana. La lotta avviene all’interno del territorio del Distretto del Pomodoro da Industria Nord Italia, a cui aderiscono cooperative di raccolta, associazione dei produttori, industrie e coop della trasformazione ed enti locali.

Carboon footprint o etichetta per il clima, Mutti o Pomì, con accenni diversi sulle confezioni e nella comunicazione, e con associazioni ambientaliste diverse come partner per raggiungere gli obiettivi. Sta avvenendo a suon di innovazioni sostenibili la concorrenza tra i due marchi del Distretto che comprende le province di Parma, Piacenza, Lodi, Cremona e Mantova, mentre quella di Pavia ha chiesto di entrarvi. Non a caso la Lombardia è il primo produttore in Italia.

Il pomodoro utilizzato è garantito italiano al cento per cento sia da Mutti che da Pomì, peraltro le due aziende si trovano al centro del territorio con questo tipo di coltivazioni. Il distretto dichiara infatti che il cinquanta per cento della produzione nazionale di pomodoro avvenga nella propria zona, Mutti da sempre si trova a Montechiarugolo in provincia di Parma, mentre Pomì, nata parmense, è ora a Casalmaggiore nel cremonese, è infatti di proprietà del Consorzio Casalasco del Pomodoro.

Non è quindi un caso che in provincia di Parma, a Collecchio, si trovi il museo dedicato alla bacca rossa, che fa parte del circuito dei Musei del Cibo della Food Valley italiana.

Mutti ha iniziato una collaborazione con il Wwf e l’Università della Tuscia per ridurre i propri consumi energetici e quelli di acqua, water footprint. Obiettivo diminuire la produzione di anidride carbonica di tutto il ciclo, dalle coltivazioni, per questo c’è un premio annuale per gli agricoltori più sostenibili, alla trasformazione in fabbrica. Analoga scelta a quella intrapresa da Pomì, che ha aderito al programma Etichetta per il Clima di Legambiente. Anche i produttori del Consorzio Casalasco stanno lavorando alla riduzione dei consumi idrici, mentre garantiscono che la cellulosa utilizzata negli imballaggi provenga da foreste certificate.

Altra caratteristica della comunicazione di Pomì è quella di evidenziare l’alta presenza di licopene, un antiossidante naturale, presente in maggiori concentrazioni nei pomodori utilizzati dal consorzio per le proprie conserve.

 

E’ UN EVENTO SOSTENIBILE DIECI GIORNI SUONATI A VIGEVANO

Un’evento sostenibile. Musica rock di gran livello, innanzitutto, ma anche ristorazione con prodotti artigianali e anche treni speciali. Dieci Giorni Suonati al Castello di Vigevano è anche questo, il tentativo di migliorare la qualità dei servizi legati al festival e di ridurne l’impatto ambientale.

Innanzitutto il posto è decisamente suggestivo, il castello si trova a ridosso dell’altrettante unica piazza Ducale, costituendone una naturale, affascinante appendice. Da poco più di un decennio è iniziato il recupero della fortezza sforzesca, e nell’ampio cortile, ha trovato ospitalità il cuore di Dieci Giorni Suonati, che ha pure un’appendice nelle scuderie con una mostra sulle attività della Barley Arts, la società di Claudio Trotta che realizza l’evento. L’azienda è molto nota anche per essere l’organizzatore, sin dal 1985, dei tour in Italia di Bruce Springsteen.

Attorno al palco si nota subito la differenza per gli stand del cibo, anziché i soliti gazebo o furgoni bar, con le altrettanti ricorrenti salamelle, wurstel e birre, con i prodotti dei noti marchi della grande industria alimentare, vi sono quelli di aziende agricole, anche biologiche, o micro birrifici. La scelta è ampia e gustosa, anche per i vegetariani.

Osservando meglio si nota come una parte dell’allestimento sia con legno riciclato o di foreste certificate, mentre gli imballaggi del cibo sono compostabili, e che alla raccolta differenziata sia dedicata un’apposita comunicazione. Riuscire a far separare i rifiuti nei grandi eventi è stata, finora, un’impresa poco riuscita, sarà quindi interessante verificare il report finale di Dieci Giorni Suonati.

Per la mobilità è stata realizzato un accordo con Trenord per alcune corse speciali da Vigevano a Milano alla fine dei concerti, così come è stato fatto un accordo con Drivebook per il car pooling.

La sostenibilità dell’evento comprende tutti gli aspetti della manifestazione, ed è stata curata da Molecole Sistemiche con la collaborazione della facoltà di Design del Politecnico di Torino e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.

Negli anni scorsi a settembre al Castello Sforzesco di Vigevano c’è stata Rice di Slow Food, la manifestazione dedicata al riso, il simbolo della Lomellina.

 

VENDING: AUMENTERA’ LA SCELTA DI PRODOTTI NELLE MACCHINETTE

Manifesto marchio qualità vending promosso da Confida a Venditalia

Marchio qualità vending promosso da Confida

 

Macchinette touch screen. Vending halal. Pagamenti da telefonino. L’esperienza ai distributori automatici sarà sempre essere sempre più personalizzata, sia per l’innovazione dei distributori che dei prodotti.

A Venditalia, la fiera biennale del settore della vendita e somministrazione meccanica che si svolge negli anni pari a Fiera Milano City, il futuro e il presente dei consumi erano presenti. I grandi schermi a tocco oltre a permettere la classica funzione di ordinazione, hanno quella di breve intrattenimento, magari pubblicitario, ma soprattutto quella di trasparenza dei prodotti, permettendo, per esempio, di leggere le etichette della singole referenze. Ovviamente gli schermi potranno avere ulteriori utilizzi per applicazioni e video con nuovi format e concept da immaginare, il tutto gestibile anche in remoto, visti i nuovi strumenti di telemetria già esistenti e in via di sviluppo, grazie anche all’avvento della banda larga.

Anche la gamma dei prodotti somministrabili è sempre più ampia, il food, con il caffè, è sempre protagonista, ma le nuove referenze, come quelle dei panini e tramezzini halal, per i nuovi italiani di fede musulmana, sono arrivate anche nel vending. L’attenzione alla qualità dei prodotti erogati è testimoniata dalla differenziazione del segmento caffè e bevande calde, ma anche fredde, e dai prodotti salati e dolci. Sempre di più le referenze uniscono la ricerca di soddisfare l’evoluzione del gusto e la ricerca della salubrità, il biologico, gli alimenti per celiaci, e le linee premium erano presenti in quantità accanto ai tradizionali player della grande industria alimentare.

Cresce anche l’offerta della ristorazione automatica, utile soprattutto per le piccole e medie imprese dove sono assenti mense o bar. In questo caso oltre alle innovazioni nelle macchinette, che oltre a refrigerare hanno iniziato anche a poter riscaldare, ci sono anche nuovi servizi di assistenza e fornitura.

Anche la sostenibilità e i diritti dei consumatori hanno avuto il loro spazio a Venditalia. Alcuni produttori hanno iniziato a marchiare le macchinette per il consumo energetico, ce n’erano anche di classe A++, come c’erano proposte per ridurre i rifiuti da imballaggi, grazie a piccoli compattatori, o per usarne di plastica compostabile. Altra attenzione è stata rivolta alla realizzazione di un marchio di qualità Tqs da parte di Confida, l’associazione di categoria, che, insieme all’Adincosum ha pure realizzato un opuscolo su regole e diritti dei consumatori nel vending,

I negozi automatici nei centri urbani o sulle principali arteria stradali sono diventati una presenza quotidiana nel panorama di ciascuno.

Qualche esempio di macchinette di nuova generazione che si possono trovare in spazi pubblici sono quelle per il latte crudo, che abbiamo iniziato anche ad esportare in Spagna, per l’acquisto di libri e per bere una spremuta.

 

ISRAELE: 60% DEGLI IMBALLAGGI RICICLATO ENTRO IL 2014

Bidoni raccolta differenziata rifiuti allo Zoo di Gerusalemme

Imballaggi riciclati dai produttori, al 60% entro il 2014, al 100% entro il 2020. E’ questa la scelta che sta facendo Israele su proposta del ministero dell’ambiente.

Il parlamento di Tel Aviv ha approvato in prima istanza la nuova norma sul recupero degli imballaggi, che dà la responsabilità dello smaltimento ai produttori. Prima di entrare in vigore la Knesset dovrà esaminarla in seconda e terza lettura, probabilmente entro febbraio. Con il recupero delle materie seconde, derivanti dal riuso e riciclaggio, Israele potrebbe risparmiare 300 milioni di dollari all’anno, spesi ora in questo settore, senza contare i costi ambientali per la gestione di un milione di tonnellate di scarti ogni dodici mesi.

La nuova legge prevede che entro il 2014 siano recuperati il 70% di vetro e cartone, il 65 di metalli e il 40 di plastica. La norma prevede anche l’introduzione per gli enti locali, che organizzano il servizio rifiuti, la separazione tra scarti secchi e organici, avanzi di cibo e potature del verde.

Obiettivo del governo israeliano ridurre al minimo l’uso delle discariche per smaltire l’immondizia.