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EDILIZIA: LA LOBBY DELLE CASE DI PAGLIA

 

Un eco villaggio dopo il terremoto in abruzzo: l'iniziativa di Pescomaggiore. Aggiornamento dal cantiere di EVA: eva.pescomaggiore.org by Flickr

E’ arrivata una nuova lobby in Italia, Edilpaglia, l’associazione dei costruttori di case con questo prodotto della natura. Gli edifici realizzati con ampio uso di materiale vegetale hanno buone caratteristiche di isolamento termico e acustico, e resistono bene ai terremoti. Altri vantaggi sono il costo basso e la velocità di realizzazione.

La diffusione degli edifici realizzati con la paglia, materiale rinnovabile quindi sostenibile per definizione, sta lentamente crescendo, così come le tecnologie di costruzione stanno tuttora evolvendosi. Secondo le imprese del settore è possibile usare questo prodotto anche nelle zone portanti degli edifici, cosa che la legislazione italiana non consente. Per Edilpaglia si potrebbero edificare casa fino a tre piani solo con questo materiale, cosa non permessa in Italia, ma per cui si batte la neonata lobby. In attesa di ottenere il via libera i costruttori utilizzano il legno, altro materiale rinnovabile, mentre per intonacare i muri sono usati terra cruda e calce.

 

UE: ARRIVANO GLI ELETTRODOMESTICI A+++

Tre + dopo la lettera A per indicare un ulteriore riduzione dei consumi. E’ il nuovo aggiornamento dell’etichetta dei consumi energetici per gli elettrodomestici decisa dall’Unione Europea. I ventisette stati membri avranno un anno per recepirla nei propri ordinamenti nazionali.

E’ un altro passo in avanti verso l’attuazione del 20-20-20 quello che Bruxelles ha intrapreso in attesa che riprendano i negoziati per un nuovo trattato internazionale sui cambiamenti climatici dopo la battuta d’arresto della conferenza di Copenaghen del dicembre del 2009. L’Ue vuole infatti ridurre entro il 2020 le proprie emissioni di anidride carbonica del venti per cento, vuole produrre elettricità al venti per cento con fonti rinnovabili, e vuole aumentare l’efficienza energetica del venti per cento.

Le modifiche all’etichettatura si estendono anche ai consumi idrici, alla rumorosità e all’efficienza di lavaggio e asciugatura, parametri già presenti che la nuova grafica rende più fruibili, e speriamo rispettati come quelli energetici. Resta aperto il problema di prodotti sempre più potenti, spesso usati semi vuoti. La maggiore efficienza è spesso vanificata dall’incremento globale dei consumi provocato da questi elettrodomestici più potenti.

 

CLIMA: DUE CENTRALI TERMOELETTRICHE IN MENO GRAZIE AI CERTIFICATI BIANCHI

Due centrali da seicento megawatt spente per ventiquattro mesi. E’ l’equivalente di quanto prodotto in meno di cinque anni dai cosiddetti Certificati bianchi, i Titoli di efficienza energetica (Tee) emessi dal Gestore del mercato elettrico (Gme). E’ quanto emerge dal Rapporto annuale sul meccanismo di mercato dei certificati bianchi curato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Questa tipologia di titoli è stata introdotta nel nostro ordinamento nel 2004, e il suo funzionamento è stato modificato nel 2007. I Tee sono sono emessi dal Gme a favore delle società di distribuzione dell’elettricità e del gas, delle loro aziende controllate e a favore di società operanti nel settore dei servizi
energetici (Esco, Energy service company), per certificare la riduzione dei consumi ottenuta grazie a interventi, e progetti, di incremento di efficienza.

Il risultato dei primi quarantanove mesi di entrata in vigore, gennaio 2005 – novembre 2009 sono incoraggianti, con un’accelerazione positiva dell’ultimo anno. Grazie ai Certificati bianchi sono state risparmiate cinque milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep), due negli ultimi trecentosessantacinque giorni. Oltre al guadagno economico vi è quello ecologico, che in anidride carbonica, gas climalterante, significa cinque milioni di tonnellate in meno. I Tee funzionano bene anche per i consumatori e le imprese, nel 2008, sempre secondo l’autority energetica, un investimento di due euro virgola otto a famiglia, ha generato risparmi quantificabili da cinque a cento volte per chi ha partecipato a programmi di efficienza. Anche per le imprese è conveniente questo meccanismo poiché, per ogni tonnellata equivalente di petrolio risparmiata, consente un minor costo di entità compresa tra i 118 e i 587 euro per raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas climalteranti secondo il Protocollo di Kyoto e il Piano 20 20 20 dell’Unione Europea.

Il mercato dei Tee consente tre filoni di azione. Il primo prevede l’acquisto di titoli da parte dei distributori che, attraverso i loro progetti, ottengono risparmi inferiori al loro obiettivo annuo, pertanto devono acquistare sul mercato i titoli mancanti per ottemperare all’obbligo. Il secondo si basa sulla vendita di titoli da parte dei distributori che raggiungono risparmi oltre l’obiettivo annuo e che possono realizzare profitti “verdi” vendendo sul mercato i titoli in eccesso. Il terzo, infine, prevede la vendita di titoli ottenuti da progetti autonomi da parte delle Esco che, non dovendo ottemperare ad alcun obbligo, hanno la possibilità di realizzare profitti sul mercato.