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AMBURGO A BASSA EMISSIONE: SECONDO PIANO CLIMA E MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA NEL 2013

iba hamburg
Meno quaranta per cento entro il 2020, meno ottanta per cento entro il 2050. Sono questi gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica che si è data Amburgo, città-stato del Nord della Germania, che due anni fa è stata la Capitale Verde d’Europa.
Proprio le politiche di sostenibilità di questa metropoli, un milione e settecentomila abitanti nella città, e quattro nell’area urbana, le hanno permesso di succedere nell’iniziativa dell’Unione Europea a Stoccolma.
Il secondo piano clima di Amburgo, con le sue trecento azioni, è entrato in vigore nel 2012, quello precedente, i cui obiettivi sono stati raggiunti, prevedeva una riduzione del 25% delle emissioni del 1990, quattro volte di più di quanto previsto dal Protocollo di Kyoto.
L’efficienza energetica degli edifici esistenti è stata uno dei settori dove si sono concentrati i maggiori sforzi, anche realizzando strumenti finanziari che rendessero conveniente le ristrutturazioni. La presenza in città delle sedi di numerose grandi imprese del settore energia, e le competenze da città-regione, Amburgo è infatti un land a se stante, hanno infatti permesso di sperimentare e applicare numerose innovazioni e collaborazioni. Oltre milletrecento imprese hanno sistemi di gestione ambientale Emas o Iso 14001. Il nuovo quartiere di Hafencity, nato dalla dismissione di una parte dei magazzini del porto, è parzialmente senza auto, ed è il più grande in Europa tra quelli sostenibili, con i suoi due milioni di metriquadrati.
Proprio alla rigenerazione urbana sostenibile della città è dedicata la Iba Hamburg che aprirà tra poco più di un mese. Le mostre internazionali di architettura, diffuse sul territorio, si basano sui concorsi di idee su come è possibile reinsediare zone dismesse o di nuova espansione. In questo modo, oltre alle proposte, arrivano anche i capitali privati.
Per migliorare la vivibilità di Amburgo non potevano mancare azioni per ridurre l’impatto della mobilità, come una nuova metropolitana leggera e un’altra linea tranviaria, mentre l’autostrada urbana A7 è stata riqualificata, riducendone l’impatto paesaggistico. Ci sono servizi di car e bike sharing, e car pooling.
La ciclabilità è sostenuta con appositi percorsi, anche se non come in altre città tedesche. Per questo motivo l’amministrazione comunale di Amburgo ha fissato come obiettivo di arrivare entro il 2015 al ventiquattro per cento di spostamenti in bici, tre anni fa erano la metà. Per arrivare a questo risultato ci sarà il potenziamento delle infrastrutture tra cui quelle per l’interscambio tra biciclette e treni come le bicistazioni.
In Germania sono numerosi gli esempi di città sostenibili, come BerlinoMonaco di Baviera.
 

FRANCOFORTE CITTA’ VERDE, -31% DI ANIDRIDE CARBONICA ENTRO IL 2020

Francoforte diminuirà le proprie emissioni di anidride carbonica del trentuno per cento.
Il nuovo obiettivo è di undici punti superiore all’obiettivo dell’Unione Europea del venti, venti, venti: venti per cento di riduzione di emissioni, venti per cento di energia da fonti rinnovabili, venti per cento di efficienza energetica, entro il 2020, rispetto alle emissioni del 1990.
Francoforte è la quinta città della Germania, ed è la capitale finanziaria d’Europa, con i suoi settecentomila abitanti, che diventano due milioni e trecentomila nell’area metropolitana. Sin dal 1990 si è dotata un dipartimento per il risparmio energetico, ed è tra i membri fondatrici delle città europee per il clima.
Il risparmio energetico degli edifici è strategico nelle azioni intraprese da Francoforte, in città il settore dell’edilizia sostenibile si è sviluppato con edifici dal gradevole design. Per sostenere questa crescita è anche stato istituito un premio per le migliori costruzioni ad alto isolamento termico.
Un altro settore dove ci sono interventi importanti è quella della produzione di energia, con la realizzazione di una rete di impianti di cogenerazione, che producono insieme elettricità e calore. Le fonti privilegiate dall’amministrazione della città tedesca sono metano, biogas, anche da discarica, biodiesel da colza, reflui zootecnici e pellet di legno.
Per la mobilità sostenibile Francoforte si è dotata da tre anni anche di una strategia per la diffusione della mobilità elettrica.
L’amministrazione della città tedesca cura molto anche l’informazione sui provvedimenti e sulla cultura della sostenibilità, attraverso numerose iniziative, sia culturali che di comunicazione.

 

PIANO CLIMA BERLINO: ANIDRIDE CARBONICA -40% ENTRO IL 2020

Il piano clima di Berlino meno quaranta per cento di emissioni entro il 2020. Il doppio di quanto richiesto dal venti, venti, venti dell’Unione Europea: venti per cento di riduzione di emissioni, venti per cento di energia da fonti rinnovabili, venti per cento di efficienza energetica, entro il 2020.
E’ articolato e integrato nella pianificazione territoriale della città il piano clima della capitale della Germania, tre milioni e mezzo di abitanti.
Il nuovo alto obiettivo è stato possibile grazie ai risultati ottenuti rispettando le riduzioni del Protocollo di Kyoto.
Nella programmazione di Berlino spicca l’integrazione nel disegno urbano della città, con una forte attenzione agli spazi verdi e pubblici, la funzione ecologica è esaltata dalla progettazione di questi ambiti come luoghi da vivere per i cittadini.
C’è molta attenzione all’acqua, soprattutto nelle misure di adattamento al cambiamento climatico, quindi è previsto un incremento della capacità di assorbimento e una riduzione dei quantitativi di acqua piovana da mandare nel sistema fognario. Per questo ci sarà un aumento delle zone che assorbono acqua, con minori impermeabilizzazioni, che cercheranno di non aumentare i quantitativi di acqua da trattare nei depuratori.
Altro settore strategico quello dell’edilizia, con obiettivi di efficienza energetica sia per le ristrutturazioni che per le nuove costruzioni. Tra le misure sostenute sostenute per isolare in modo naturale gli edifici ci sono la presenza di verde sui tetti e sulle facciate della case.
La rete del trasporto pubblico è alquanto estesa ed efficiente, così come quella delle piste ciclabili, che fa di Berlino una delle capitali mondiali della mobilità su due ruote. Intanto le discussioni sul prossimo piano clima prospettano una riduzione delle emissioni dell’ottantacinque per cento entro il 2050, sempre rispetto al 1990, anno di riferimento utilizzato già Protocollo di Kyoto.

Un’altra città tedesca con un bel piano clima è Monaco.

 

PIANO CLIMA MONACO: -47% DI ANIDRIDE CARBONICA ENTRO IL 2020

Una riduzione di emissioni di anidride carbonica del quarantasette per cento entro il 2020.
E’ l’obiettivo che si è data Monaco di Baviera nel giugno del 2010 rispetto ai gas che emetteva nel 1990.
Ancora una volta le città si dimostrano più avanzate dei propri paesi nell’affrontare il problema del surriscaldamento dell’atmosfera della Terra.
Monaco di Baviera ha un milione e quattrocentomila abitanti e arriva a due con l’area metropolitana.
Il piano clima, di cui la città si è dotata due anni e mezzo fa, segue la strategia per la sostenibilità iniziata nel 1994, e supera ampiamente sia gli obiettivi del Protocollo di Kyoto, sia quelli del venti, venti, venti dell’Unione Europea: venti per cento di riduzione di emissioni, venti per cento di energia da fonti rinnovabili, venti per cento di efficienza energetica, entro il 2020.
Il piano clima di Monaco di Baviera è composto da cinquantacinque azioni per sette ambiti di intervento, tra i più importanti la riduzione dei consumi di calore degli edifici pubblici, l’uso di elettricità verde, l’incremento degli stanziamenti per l’efficienza energetica, e l’uso di nuove tecnologie per l’illuminazione stradale e i semafori.
Ovviamente non mancano le azioni per la mobilità sostenibile, Monaco ha una fitta rete di treni regionali, metropolitane e tram. Anche la ciclabilità ha un ruolo importante, con 1.200 chilometri di piste o percorsi per le due ruote, che permettono il raggiungimento del quattordici per cento di spostamenti cittadini grazie alle biciclette.

In Baviera per la tutela del clima si è sviluppata anche una delle più grandi comunità energetiche d’Europa.