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MELBOURNE,LA SOSTENIBILITA’ URBANA COME PROGETTO

Melbourne, centro città, mappa ciclabile

Melbourne sta per entrare nel ventisettesimo anno di trasformazioni urbane sostenibili. E’ del 1985 infatti il primo piano strategico cittadino per rivitalizzare il centro della metropoli australiana, che conta quattro milioni di abitanti.

In questo lasso di tempo c’è stato un ricambio dell’uso di questa zona e degli stessi fruitori. Vi è stato infatti un forte incremento di studenti universitari nel nel decennio compreso tra il 1993 e il 2004, che ha portato una crescita degli spostamenti pedonali, in particolare la sera. Questo cambiamento ha portato vivacità al centro di Melbourne, in precedenza più spento.

La città da sempre risulta ai primi posti della vivibilità, per incrementare ulteriormente la qualità urbana ha realizzato nuovi grandi ed emblematici edifici pubblici ad alta efficienza energetica, tra questi il palazzo dei congressi e un grande edificio di uffici del comune.

Sull’esempio pubblico anche il mercato dell’edilizia privata ha iniziato a realizzare edifici a bassa consumo di energia, comprese convenzioni con le banche per agevolare i finanziamenti di ristrutturazione ecocompatibili. Nel 2003 il primo mercato comunale, il Queen Victoria, è stato dotato di pannelli fotovoltaici, sempre in quell’anno è stato realizzato il piano clima per arrivare nel 2020 a pareggiare le emissioni con l’assorbimento, documento che è stato aggiornato nel 2008. Tra gli interventi previsti anche l’acquisto di elettricità solo da fonti rinnovabili, e incentivi per le imprese che adottano tecnologie sostenibili.

Anche nella città australiana non poteva mancare uno spazio per la ciclabilità urbana, per cui c’è l’obiettivo del raddoppio, che ha visto anche l’istituzione di un servizio di bike sharing.


 

CALIFORNIA: LA BORSA DELLE EMISSIONI CLIMALTERANTI

La California dovrebbe inaugurare nel 2013 il proprio mercato delle emissioni dei gas climalteranti. Sono infatti stati approvati i regolamenti del cap and trade, quelli che sanciscono i tetti di partenza dei diritti di inquinamento e che stabiliscono le modalità del commercio dei titoli di risparmio, che saranno emessi dai soggetti virtuosi. Si prevede che il nuovo mercato andrà a regime nel 2016 e che tratterà affari per dieci miliardi di dollari. La borsa californiana della CO2 sarà la seconda per dimensioni dopo quello dell’Unione Europea.

L’ultimo passaggio istituzionale necessario è stato approvato all’unanimità a ottobre dal dipartimento aria dell’agenzia statale per la protezione dell’ambiente, ed è arrivato dopo tre anni di confronti, anche aspro, con il mondo dell’industria. L’istituzione del marcato della emissioni della California, una delle principali economie mondiali, era stato sancito da una legge del 2006, la nota Ab 32 sui cambiamenti climatici, per cui si era alquanto impegnato l’allora governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger. Obiettivo è far tornare le emissioni climalteranti ai livelli del 1990 entro il 2020. I principali settori industriali coinvolti dal provvedimento sono le raffinerie di petrolio e le centrali termoelettriche.

Il funzionamento. I limiti di emissione sono stati stabiliti attraverso la raccolta per tre anni dei dati sulle emissioni delle industrie. Le imprese sono state raggruppate in settori ed è stato assegnato un punto di riferimento medio delle emissioni. Le aziende potranno emettere fino al 90% di tale importo nel primo anno. Le industrie che opereranno in modo efficiente, sotto il limite stabilito, potranno vendere sul mercato le proprie quote di carbonio in eccesso, le società le cui emissioni saranno, invece, al di sopra del punto di riferimento dovranno compensarle attraverso l’acquisto di crediti.

Chi emetterà i titoli azionari negoziabili? I parchi, per esempio, potranno incrementare l’accumulo di carbonio attraverso l’estensione delle zone boscate o comunque mediante azioni che incrementino il sequestro della C02 Questo aumento di stoccaggio del carbonio può essere trasformato in un credito negoziabile. Ci sarà un’entità indipendente che verificherà che il risparmio di emissioni sia reale, e il nuovo giacimento supplementare sia mantenuto per almeno cento anni. Nessun compensazione di carbonio potrà essere acquistata al di fuori degli Stati Uniti.

 

ZAANSTAD: GARAGE PER BICI NELLA ZONA COMMERCIALE

Un parcheggio per bici custodito e coperto nel centro di una zona commerciale e terziaria. Di fatto una bicistazione senza interscambio con i mezzi pubblici. Benvenuti a Zaanstad, bella città industriale da centosessantamila abitanti a Nord Ovest di Amsterdam.

Ancora una volta in Olanda hanno realizzato un’infrastruttura innovativa per la mobilità ciclistica, che spiazza. Trovare un posteggio da settecento posti bici all’improvviso, tra un magazzino all’altro, di una zona a traffico limitato è inaspettato, almeno per come è considerato in Italia il traffico creato dalla due ruote. La bicistazione si trova nel centrale quartiere di Zaandam, vicino al fiume Zaam, una zona con negozi e uffici, e con vocazione turistica. E’ una costruzione con mattoni a vista molto luminosa, che richiama l’architettura delle vecchie fabbriche, una volta alquanto presenti nel quartiere.

L’entrata della bicistazione è molto ampia per rendere l’accesso comodo e invogliare anche l’ingresso nella zona commerciale e dei servizi. Dentro è un grande spazio unico con travi e pilastri in legno a vista. Oltre al parcheggio su due piani è possibile far riparare le bici, noleggiarne, acquistare ricambi e abbigliamento tecnico, infine ci sono anche spogliatoi dove cambiarsi i vestiti e darsi una rinfrescata dopo una pedalata, magari lunga. Tra i servizi presenti nella bicistazione di Zaandam vi sono anche le colonnine per la ricarica delle bici elettriche, quella a pedalata servoassistita.

Il maxiparcheggio per bici è talmente integrato con gli adiacenti negozi, più o meno estesi, che quasi non se ne percepisce la differenza, il calore e la luminosità che trasmette il bel design, e la presenza nella parte bassa della zona vendita e dei servizi, lo fa assomigliare a uno dei tanti esercizi commerciali del centro di Zaanstad.

Il parcheggio è stato realizzato con materiali locali e il legno è di foreste certificate, mentre per il riscaldamento l’edificio utilizza il solare passivo e la ventilazione naturale. L’elettricità, infine, è prodotta utilizzando pannelli fotovoltaici che riescono a fornire la gran parte dell’energia utilizzata dalla struttura per il proprio funzionamento.

 

VANCOUVER: MOBILITA’, PREMIATE LE BUONE PRATICHE

 

Vancouver, mappa per ciclisti urbani

Vancouver, mappa per ciclisti urbani

Translink, l’azienda per i trasporti dell’area metropolitana di Vancouver, è una delle protagoniste della sostenibilità della città canadese, da tempo ai vertici delle classifiche per la miglior qualità della vita urbana.

Recentemente è stata premiata per la riduzione nel 2010 del 16 per cento dei consumi della proprio flotta di automezzi. La migliore prestazioni tra le 77 imprese di trasporto del Nord America che hanno aderito a progetti di riduzione delle emissioni inquinanti, anidride carbonica in primis.

Contemporaneamente Translink di Vancouver ha pure aumentato del 10% il numero dei passeggeri trasportati.

La diminuzione delle sostanze nocive è avvenuta attraverso una riorganizzazione intelligente dei depositi, dei nodi di interscambio, e con il cambio dei mezzi che compongono la flotta. I nuovi autobus sono ibridi elettrici anziché diesel, i tram sono alimentati con energia idroelettrica, e gli autobus diesel sono stati spostati su percorsi con meno fermate, in modo da ottenere migliori prestazioni.

Translink è anche impegnata nel sostenere l’intermodalità con la bicicletta, per questo è possibile trasportare le due ruote su autobus, treni, tram, traghetti, e pullman a lunga percorrenza. Per lasciare le biciclette in sicurezza sono state predisposte nei principali nodi di interscambio bicistazioni, per cui è stato realizzato anche un manuale guida per le amministrazioni dell’area metropolitana di Vancouver che le vogliono realizzare. In alcune stazioni ci sono i ciclobox, piccoli armadi dove lasciare le bicicletta e l’abbigliamento tecnico prima di prendere un mezzo pubblico di Translink.