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UN GIARDINO PENSILE DA UNA FERROVIA DISMESSA, A PARIGI

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Una vecchia ferrovia dismessa trasformata in un giardino pensile e un’elegante via di botteghe di artigianato e design.
Il riuso e la creatività sono l’essenza della rigenerazione della Promenade Plantée a Parigi, un lungo viale di quattro chilometri e mezzo che inizia dietro alla nuova Opera della Bastiglia.
E’ un recupero urbano importante quello che ha preso il via dalla chiusura di una ferrovia locale, per cui ci sono voluti vent’anni prima che fosse completata nel 1988. Gli esiti positivi, però, sono tuttora in evoluzione, considerati anche i nuovi condomini che vi si affacciano, e che sono stati realizzati proprio dopo la trasformazione del manufatto ferroviario in giardino pensile.
Le difficoltà dovute all’alto costo della demolizione hanno fatto ingegnare la creatività, ed è quindi scaturita la proposta di cambiare la vocazione della sopraelevata lasciandola al suo posto. La vecchia struttura ferroviaria della Promenade Plantèe è stata quindi nuovamente integrata nel quartiere, sia dal punto di vista paesaggistico, sia da quello sociale, grazie alle attività artigianali e commerciali che si sono insediate al di sotto, e che hanno avuto nuovo impulso dalla localizzazione, con relativo grande marciapiede adiacente. Le connessioni del quartiere sono rimaste grazie ai numerosi passaggi aperti sotto il vecchio cavalcavia.
Accanto al viadotto sono stati realizzati condomini e strutture pubbliche come biblioteche, che insieme alle botteghe artigianali e commerciali, e naturalmente al giardino pensile, hanno reso viva e integrata con il quartiere la ferrovia dismessa.
La Promenade Plantèe a Parigi è una rigenerazione urbana sostenibile alquanto originale, che è diventata il motore della riqualificazione del quartiere circostante. Da problema a risorsa, una buona pratica da manuale per urbanisti e appassionati di qualità urbana.

 

VIENNA LA SOSTENIBILE: TRASPORTI PUBBLICI, PISTE CICLABILI E VITIVINICOLTURA

vienna velocity

La fitta trama delle rotaie e dei tralicci dei tram annuncia la sostenibilità di Vienna.
La rete dei trasporti su rotaia, composto anche da treni regionali e metropolitane, realizza un sistema di mobilità capillare e plurimodale: biciclette, passeggini e carrozzine hanno accesso totale e ben specificato sui vagoni. Un servizio che è facile da usare anche per i turisti.
La ciclabilità è assai diffusa grazie a una rete di piste ciclabili, alla possibilità per le due ruote di transitare nelle strade a senso unico, e alla presenza del bike sharing. Il freddo e il vento non sono un ostacolo per i ciclisti viennesi.
Anche i canali del Danubio sono usati per la mobilità, grazie anche a un servizio di taxi battello.
Su questo sistema di trasporto svetta il grande inceneritore del quartiere periferico di Spittelau, rinnovato esteticamente nel 1990 dall’architetto Friedensreich Hundertwasser. L’impianto teleriscalda la zona e l’adiacente ospedale, anche se la resa non è all’altezza di quelli di nuova generazione, dato che la costruzione risale alla fine degli anni ’60.
Il municipio di Vienna è impegnato a rendere sostenibile anche le rigenerazioni urbane dei quartieri, centrali e periferici. Tra le iniziative più note ci sono il quartiere Autofrei Siedlung, dove i residenti non hanno l’auto, e Bike City, realizzata per gli utenti delle due ruote. Nella realizzazione delle case sono stati previsti ascensori larghi come montacarichi per aiutare il parcheggio e il movimento con bici, compresi i tricicli per il trasporto della spesa e i carrelli portabambini.
Altra infrastruttura è un ufficio del Comune che aiuta le imprese che vogliono attuare politiche di sostenibilità nella propria gestione. L’amministrazione è anche impegnata negli acquisti verdi, la fornitura di prodotti e servizi che rispettino le più severe norme ambientali.
La raccolta differenziata dei rifiuti è organizzata anche in luoghi pubblici come metropolitane e ferrovie.
A Vienna, infine, ci sono numerosi parchi con boschi, in ben ottocento ettari ci sono viti dalle quali si ricavano soprattutto vini bianchi, ma la produzione di rosso è in aumento, anche se la strada per la qualità del gusto è ancora lunga.

Un altra città sostenibile con buone pratiche innovative è Amburgo.

 

AMBURGO A BASSA EMISSIONE: SECONDO PIANO CLIMA E MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA NEL 2013

iba hamburg
Meno quaranta per cento entro il 2020, meno ottanta per cento entro il 2050. Sono questi gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica che si è data Amburgo, città-stato del Nord della Germania, che due anni fa è stata la Capitale Verde d’Europa.
Proprio le politiche di sostenibilità di questa metropoli, un milione e settecentomila abitanti nella città, e quattro nell’area urbana, le hanno permesso di succedere nell’iniziativa dell’Unione Europea a Stoccolma.
Il secondo piano clima di Amburgo, con le sue trecento azioni, è entrato in vigore nel 2012, quello precedente, i cui obiettivi sono stati raggiunti, prevedeva una riduzione del 25% delle emissioni del 1990, quattro volte di più di quanto previsto dal Protocollo di Kyoto.
L’efficienza energetica degli edifici esistenti è stata uno dei settori dove si sono concentrati i maggiori sforzi, anche realizzando strumenti finanziari che rendessero conveniente le ristrutturazioni. La presenza in città delle sedi di numerose grandi imprese del settore energia, e le competenze da città-regione, Amburgo è infatti un land a se stante, hanno infatti permesso di sperimentare e applicare numerose innovazioni e collaborazioni. Oltre milletrecento imprese hanno sistemi di gestione ambientale Emas o Iso 14001. Il nuovo quartiere di Hafencity, nato dalla dismissione di una parte dei magazzini del porto, è parzialmente senza auto, ed è il più grande in Europa tra quelli sostenibili, con i suoi due milioni di metriquadrati.
Proprio alla rigenerazione urbana sostenibile della città è dedicata la Iba Hamburg che aprirà tra poco più di un mese. Le mostre internazionali di architettura, diffuse sul territorio, si basano sui concorsi di idee su come è possibile reinsediare zone dismesse o di nuova espansione. In questo modo, oltre alle proposte, arrivano anche i capitali privati.
Per migliorare la vivibilità di Amburgo non potevano mancare azioni per ridurre l’impatto della mobilità, come una nuova metropolitana leggera e un’altra linea tranviaria, mentre l’autostrada urbana A7 è stata riqualificata, riducendone l’impatto paesaggistico. Ci sono servizi di car e bike sharing, e car pooling.
La ciclabilità è sostenuta con appositi percorsi, anche se non come in altre città tedesche. Per questo motivo l’amministrazione comunale di Amburgo ha fissato come obiettivo di arrivare entro il 2015 al ventiquattro per cento di spostamenti in bici, tre anni fa erano la metà. Per arrivare a questo risultato ci sarà il potenziamento delle infrastrutture tra cui quelle per l’interscambio tra biciclette e treni come le bicistazioni.
In Germania sono numerosi gli esempi di città sostenibili, come BerlinoMonaco di Baviera.
 

FRANCOFORTE CITTA’ VERDE, -31% DI ANIDRIDE CARBONICA ENTRO IL 2020

Francoforte diminuirà le proprie emissioni di anidride carbonica del trentuno per cento.
Il nuovo obiettivo è di undici punti superiore all’obiettivo dell’Unione Europea del venti, venti, venti: venti per cento di riduzione di emissioni, venti per cento di energia da fonti rinnovabili, venti per cento di efficienza energetica, entro il 2020, rispetto alle emissioni del 1990.
Francoforte è la quinta città della Germania, ed è la capitale finanziaria d’Europa, con i suoi settecentomila abitanti, che diventano due milioni e trecentomila nell’area metropolitana. Sin dal 1990 si è dotata un dipartimento per il risparmio energetico, ed è tra i membri fondatrici delle città europee per il clima.
Il risparmio energetico degli edifici è strategico nelle azioni intraprese da Francoforte, in città il settore dell’edilizia sostenibile si è sviluppato con edifici dal gradevole design. Per sostenere questa crescita è anche stato istituito un premio per le migliori costruzioni ad alto isolamento termico.
Un altro settore dove ci sono interventi importanti è quella della produzione di energia, con la realizzazione di una rete di impianti di cogenerazione, che producono insieme elettricità e calore. Le fonti privilegiate dall’amministrazione della città tedesca sono metano, biogas, anche da discarica, biodiesel da colza, reflui zootecnici e pellet di legno.
Per la mobilità sostenibile Francoforte si è dotata da tre anni anche di una strategia per la diffusione della mobilità elettrica.
L’amministrazione della città tedesca cura molto anche l’informazione sui provvedimenti e sulla cultura della sostenibilità, attraverso numerose iniziative, sia culturali che di comunicazione.