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ZAANSTAD: GARAGE PER BICI NELLA ZONA COMMERCIALE

Un parcheggio per bici custodito e coperto nel centro di una zona commerciale e terziaria. Di fatto una bicistazione senza interscambio con i mezzi pubblici. Benvenuti a Zaanstad, bella città industriale da centosessantamila abitanti a Nord Ovest di Amsterdam.

Ancora una volta in Olanda hanno realizzato un’infrastruttura innovativa per la mobilità ciclistica, che spiazza. Trovare un posteggio da settecento posti bici all’improvviso, tra un magazzino all’altro, di una zona a traffico limitato è inaspettato, almeno per come è considerato in Italia il traffico creato dalla due ruote. La bicistazione si trova nel centrale quartiere di Zaandam, vicino al fiume Zaam, una zona con negozi e uffici, e con vocazione turistica. E’ una costruzione con mattoni a vista molto luminosa, che richiama l’architettura delle vecchie fabbriche, una volta alquanto presenti nel quartiere.

L’entrata della bicistazione è molto ampia per rendere l’accesso comodo e invogliare anche l’ingresso nella zona commerciale e dei servizi. Dentro è un grande spazio unico con travi e pilastri in legno a vista. Oltre al parcheggio su due piani è possibile far riparare le bici, noleggiarne, acquistare ricambi e abbigliamento tecnico, infine ci sono anche spogliatoi dove cambiarsi i vestiti e darsi una rinfrescata dopo una pedalata, magari lunga. Tra i servizi presenti nella bicistazione di Zaandam vi sono anche le colonnine per la ricarica delle bici elettriche, quella a pedalata servoassistita.

Il maxiparcheggio per bici è talmente integrato con gli adiacenti negozi, più o meno estesi, che quasi non se ne percepisce la differenza, il calore e la luminosità che trasmette il bel design, e la presenza nella parte bassa della zona vendita e dei servizi, lo fa assomigliare a uno dei tanti esercizi commerciali del centro di Zaanstad.

Il parcheggio è stato realizzato con materiali locali e il legno è di foreste certificate, mentre per il riscaldamento l’edificio utilizza il solare passivo e la ventilazione naturale. L’elettricità, infine, è prodotta utilizzando pannelli fotovoltaici che riescono a fornire la gran parte dell’energia utilizzata dalla struttura per il proprio funzionamento.

 

E’ UNA MELA LA BICISTAZIONE DI ALPHEN AAN DEN RIJS

Apple Bike: la bicistazione di Alphen aan der Rijs

Un parcheggio per bici a forma di mela, verde chiaro come le granny smith. E’ la bicistazione che si trova accanto alla stazione ferroviaria di Alphen aan den Rijn, città olandese da settantremila abitanti quasi a metà strada tra Rotterdam e Amsterdam.

La  nuova infrastruttura è stata realizzata da poco meno di due anni, ed è integrata con l’esistente grazie al moderno design, un’apparente contrapposizione estetica è diventata un piacevole elemento che la inserisce nel paesaggio urbano, con grande funzionalità. Le parti in verde della bicistazione, alta quindici metri, sono quelle portanti, insieme alla rete semitrasparente che dà leggerezza alla  struttura, oltre che renderne visibile l’interno anche per motivi di sicurezza, oltre che estetici. L’accesso  all’infrastruttura e alla stazione di Alphen aan den Rijn è alquanto funzionale. Vi è infatti un grande sottopassaggio con pendenza ridotta per consentire l’accessibilità a tutti, comprese le persone con limitata capacità motoria. Su un lato sorge la apple bike, questo il nome della bicistazione che non è sponsorizzata dalla nota marca di computer. Ci stanno comodamente poco meno di mille bici attorno alla forma a spirale dell’interno, la cosiddetta buccia della mela, secondo i progettisti.

La realizzazione del nuovo parcheggio si è resa necessaria perché gli altri duemilaposti bici attorno alla stazione di Alphen aan den Rijn, erano insufficienti per il gran numero di utenti, un classico nelle città olandesi. Accanto alla nuova infrastruttura ci sono  anche negozi dove noleggiare e far riparare le due ruote, altri servizi spesso presenti per incrementare e sostenere la mobilità dolce nei Paesi Bassi.

 

FRIBURGO: LA BICISTAZIONE DELLA CITTA’ DEL SOLARE

 

Bicistazione Friburgo

La bicistazione di Friburgo è un grande cilindro di legno appoggiato su pilastri di acciaio e sormontato da alcuni pannelli fotovoltaici. La struttura è aperta nella parte di ricovero e prima assistenza per le bici, mentre è chiusa per quella dei servizi. La bicistazione è un bell’edificio a tre piani realizzato sopra un parcheggio per auto, ormai sottoutilizzato, visto il grande incremento di utenti del trasporto pubblico e delle biciclette nella città del Baden Wurttemberg.

L’infrastruttura si affaccia dal lato secondario dei binari dove passano i treni locali e ad alta velocità, ed è connessa con la stazione attraverso il grande ponte per tram, pedoni e ciclisti che permette l’accesso diretto alle banchine della stazione. Nel piano più alto della bicistazione, in una zona panoramica, vi è l’officina per le riparazioni dove è anche possibile acquistare accessori e ovviamente bici. Accanto si trovano un bar e un’agenzia di viaggio delle Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche. Nei due piani sotto vi sono i posti per parcheggiare le due ruote e lasciare in appositi armadietti l’abbigliamento tecnico. La scala che connette il ponte con l’infrastruttura, dotata ovviamente di scivoli per bici, è usata anche dai pedoni che si recano verso la vicina università. In questo modo vi è sempre movimento nel parcheggio che ne aumenta la sicurezza.

Per chi non desidera pagare sui due lati della stazione vi sono due grandi posteggi incustoditi, e, nonostante tutti questi posti bici, vi sono ancora due ruote attaccate ai pali della luce o della segnaletica stradale. A Friburgo, infatti, il gran traffico ciclistico è decisamente parte del panorama della città.

In Olanda, la patria delle bicistazione, ne è stata costruita recentemente una che richiama una mela ad Alpen Aan Den Rijs.

 

COMPRAVERDE ALLA QUARTA EDIZIONE

 

Prodotti riciclati, servizi ecosostenibili, materiali riusati, ed efficienza energetica dei supporti tecnologici e delle flotte di automezzi. Sono questi i protagonisti di Compraverde, forum internazionale degli Acquisti Verdi che si svolgerà per a Cremona il 7 e l’8 ottobre alla Fiera di Cremona.

E’ giunta al quarto appuntamento la due giorni dedicata alle forniture ecologiche di beni e servizi per la pubblica amministrazione e le aziende private. Un evento che sta crescendo insieme al mondo che vi ruota attorno: le istituzioni e le imprese che investono nella sostenibilità di quanto immettono sul mercato.

Compraverde si svolge a Cremona perché la Provincia da anni è all’avanguardia in Italia nell’adottare standard di rispetto dell’ambiente nei propri acquisti di beni materiali e immateriali. L’appuntamento è patrocinato dal Coordinamento Nazionale delle Agende 21, gli enti locali per lo sviluppo sostenibile.

A pungolare la crescita del settore c’è la Commissione Europea, che ha introdotto come obiettivo per le istituzioni dei Ventisette il 50% di entro il 2020. L’Italia si è dotata del primo piano nazionale per gli acquisti verdi nel 2008, mentre la Consip, l’agenzia per le forniture alla pubblica amministrazione, ha predisposto un’apposita sezione sul proprio sito di e-procurement.

Servizi e prodotti verdi si stanno affermando perché consentono una riduzione dei costi. La situazione non vale per tutti i settori, soprattutto perché le esternalità ambientali sono scaricate sulle collettività, quindi la convenienza economica per i bilanci giunge in ritardo rispetto all’effettiva competitività. Un settore maturo è quello dei supporti tecnologici, come l’illuminazione stradale ma anche degli interni. L’economie di gestione che permettono i nuovi apparati, con migliori prestazioni, consentono risparmi nelle bollette elettriche, e l’ammortamento degli investimenti necessari.