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UNA GIORNATA PER LA BICI URBANA

Manifesto Giornata Nazionale della Bicicletta Ministero dell'Ambiente

E’ tra i mezzi di trasporto più antichi, ma sta vivendo una nuova stagione. La sua modernità sta nell’estrema versatilità. Oggi si usano le parole flessibilità ed efficienza, per descrivere la grande capacità di adattamento nel dare risposte a numerose esigenze di spostamento. E’ la bici, cui il ministero dell’ambiente ha dedicato la prima giornata italiana.

Le due ruote sono diventate il simbolo del nuovo urbanesimo, quello della trasformazione delle città a luogo della produzione diffusa nell’epoca dell’economia dei servizi, e della riscoperta dell’indispensabile qualità della vita.

A queste esigenze la bici dà tante risposte, negli spostamenti tra i due e i tre chilometri è vincente sugli altri mezzi di trasporto. Si parcheggia sempre vicino al luogo di partenza e a quello di destinazione, si trova sempre dove lasciarla, almeno in Italia, creare un posto dove agganciarla è più economico rispetto a tutti gli altri sistemi. E’ anche molto comoda in accoppiata con treni, metropolitane, e tram, magari con infrastrutture di interscambio come le bicistazioni, dove il posteggio sia sicuro, si possa manutenere, si possa noleggiare, o prenderne una del servizio bike sharing.

In accoppiata con il wifi è un mezzo perfetto per le migliaia di liberi professionisti nelle aree urbane.

La contemporaneità della bici è prassi quotidiana, come dimostrano i dati di tutte le rilevazioni del traffico, che registrano una crescita degli spostamenti con questo mezzo superiore agli altri. La nascita e il successo di servizi innovativi come il bike sharing, o di nuove infrastrutture come le bicistazioni, dal Nord America all’Europa, fino all’Italia, è la dimostrazione della modernità di questo pezzo di mobilità sostenibile.

Le innovazioni si applicano anche alle informazioni per i ciclisti. Le mappe  digitali permettono di trovare i percorsi adatti alle bici anche evitando i dislivelli, per esempio, oltre che i servizi utili. Un ampia scelta che, grazie ai bassi costi della produzione digitale, e all’autoproduzione open source dei medesimi utenti, non potrà che aiutare le persone a muoversi con semplicità e comodità, e risparmiando, sulle due ruote: proprie, noleggiate o condivise dei tanti bike sharing.

 

BIKE SHARING IN REMOTO

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Basterà un telefonino intelligente per saper dov’è la più vicina stazione del bike sharing di Milano, e se vi sono biciclette disponibili. E’ l’ultima novità, insieme all’estensione della rete, arrivata a centotre parcheggi, del nuovo servizio di trasporto pubblico urbano.

E’ una realtà sempre più consolidata quella della bici collettiva nel traffico milanese, soprattutto della zona all’interno dei bastioni, dove ora sono localizzata la gran parte delle stazioni. Anche gli automobilisti si stanno abituando a rispettare questo tipo di modalità dolce, che sta diventanto una moda, oltre che una comodità per gli spostamenti brevi.

L’unione tra il telefonino, per essere precisi tra un palmare della Apple, l’arcifamoso e bikemi si basa su un’apposita applicazione in vendita on line a settantove centesimi di euro nell’apposito negozio virtuale della software house della Mela. Per gli altri sistemi operativi non è ancora disponibile un programma, magari la fase due del bike sharing, che vedrà il raddoppio delle stazioni nell’area all’interno della circonvallazione, renderà più grande e appetibile il mercato dei potenziali utenti, arrivato oggi a oltre quattromila utenti al giorno.

 

POLITICHE REGIONALI E LOCALI A FAVORE DELLA BICICLETTA

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Esempi di buona ciclabilità. Sia di città, ma non solo, dove la bici è un mezzo di trasporto tradizionale, sia dove è stata introdotta recentemente.

Sarà questo l’oggetto del workshop dell’associazione Verdi Ambiente e Società in collaborazione con Fiab-Ciclobby, che si svolgerà a Milano sabato mattina 26 settembre alla sala Falck di Assolombarda nell’ambito del Festival dell’ambiente.

Ci saranno interventi di Siviglia, Spagna, e del governo olandese, inoltre si confronteranno le esperienze di Brescia, Parma, Reggio Emilia, e Regione Puglia. Ovviamente non mancheranno Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano.

La bicicletta da quindici anni sta riconquistando utenti nelle aree urbane, sia un Europa che in Nord America. Questo processo è visibile anche a occhio nudo, oltre che per le statistiche usate per realizzare i piani urbani della mobilità e del traffico.

L’economia della conoscenza e dei servizi, sancita anche dalla Strategia di Lisbona, consente alla bici di essere competitiva rispetto agli altri mezzi di trasporto.

Oltre che per muoversi, le due ruote iniziano a essere usate anche per nuovi servizi come le consegne veloci dei bike messangers, in qualche caso usati anche per i pasti a domicilio e fino ai piccoli catering. Il tutto senza contare che l’innovativo uso della bici nei bike sharing l’ha resa anche un nuovo sistema di trasporto pubblico.

Ovviamente questa crescita sta facendo sviluppare un’economia con nuovi artigiani riparatori o che realizzano mezzi su misura e sempre più alla moda, e anche nuovi servizi, come le bicistazioni. Questi luoghi, realizzati agli interscambi con ferrovie e metropolitane, diventano anche ambiti di riqualificazione urbana. In questo scenario le politiche pubbliche e private riescono a sviluppare pratiche sussidiarie che riescono a rispondere a questo nuovo traffico. E’ necessario dare un maggiore impulso affinché vi sia questa consapevolezza culturale per creare le infrastrutture necessarie a questa utenza e per incentivarne l’ulteriore crescita, che è sostenibile.

 

IL BIKE SHARING SENZA STAZIONI

Bike sharing senza stazioni

Bike sharing senza stazioni

Un noleggio automatico di bici grazie al telefono. E’ quello attivo da tre anni in Germania, e che si è diffuso anche in, Austria, Svizzera e Nuova Zelanda. Un bike sharing senza stazioni fisse, che si paga con la pubblicità sulla biciclette.

E’ un altro sistema di funzionamento e finanziamento quello inventato nel paese tedesco. Le biciclette infatti non hanno la necessità di luoghi attrezzati dove prenderle e lasciarle come nel modello più diffuso nel resto d’Europa, Italia compresa. Per sbloccare le biciclette dai catenacci che ne impediscono l’uso è necessario telefonare al centralino del gestore. Questa struttura in Germania è stata introdotta dalle ferrovie nel 2003 e si chiama call a bike. La peculiarietà del nuovo sistema privato è l’estensione dei punti di noleggio oltre alle stazioni dei treni e principali poli di attrazione delle persoe. Una parte della copertura dei costi del servizio avviene attraverso i due tabelloni pubblicitari inseriti sulla bicicletta con una carenatura, oltre naturalmente agli introiti pagati dagli utenti. Nel bike sharing presente nel nostro paese le risorse economiche derivano dalla concessione alla società di gestione del servizio di spazi per le inserzioni nel territorio urbano.

Per fare paralleli sui nuovi modi di usare le due ruote introdotti da questi sistemi di bike sharing, si può dire che il modello con stazioni assomiglia a una linea di autobus dove l’utente è anche conducente e usa il mezzo solo per il periodo dello spostamento. Nel call a bike l’uso è più da noleggio tradizionale del mezzo per tutto il giorno, lunghe fermate comprese dove le bici rimangono ferme anziché essere usate da altri utenti.