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BICISTAZIONE COLOGNO SUD, NUOVO INTERSCAMBIO BICI METROPOLITANA DI MILANO

bicistazione cologno sud modificata

Bicistazione Cologno Sud. Alla fermata della metropolitana è stata inaugurata una nuova velostazione. Probabilmente la più elegante tra quelle finora realizzate in Lombardia.
Si tratta di una struttura rivestita in legno, che si trova immediatamente vicino alla fermata della linea due, la verde, del metrò di Milano.
Servirà a parcheggiare in sicurezza le bici, a poterle fare riparare, a noleggiarne e ad acquistare ricambi e accessori, i classici servizi utili ai ciclisti urbani, che abbondano nei nodi di interscambio tra mezzo privato e mezzo pubblico, come stazioni ferroviarie e metropolitane.
La prima bicistazione italiana è stata realizzata ormai dieci anni fa a San Donato Milanese (Mi), sull’onda di quel successo si sono succedute quelle di Sesto San Giovanni (Mi), Bergamo, e Lodi, e c’è stato l’insuccesso di quella di Cinisello Balsamo (Mi).
Anche a Brescia e Bollate (Mi) ci sono infrastrutture simili alle stazioni ferroviarie, ma in questo caso c’è solo il servizio di parcheggio custodito.
Anche Milano ha deciso di realizzarne, la prima sorgerà alla Comasina, al capolinea della linea tre, la gialla, della metropolitana.
Resta ancora un’incognita per i comuni che si stanno impegnando per la mobilità ciclista su come gestire queste infrastrutture, in Italia per adesso sono piccole società, associazioni o cooperative sociali. Nel resto d’Europa sono molto più comuni e grandi, visto che hanno iniziato a reintrodurre l’uso della bici come mezzo di trasporto con venticinque anni di anticipo. Spesso la gestione è affidata alla ferrovie, visto che la gran parte sorge accanto alle stazioni del servizio regionale.
Il nostro paese è in ritardo di venti, venticinque anni nelle nuove infrastrutture per la mobilità urbana delle due ruote. Nessun politecnico prevede esami ad hoc, e purtroppo spesso si vede nelle realizzazioni dei piani per la mobilità e nella costruzione dei percorsi ciclabili.

 

AMBURGO A BASSA EMISSIONE: SECONDO PIANO CLIMA E MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA NEL 2013

iba hamburg
Meno quaranta per cento entro il 2020, meno ottanta per cento entro il 2050. Sono questi gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica che si è data Amburgo, città-stato del Nord della Germania, che due anni fa è stata la Capitale Verde d’Europa.
Proprio le politiche di sostenibilità di questa metropoli, un milione e settecentomila abitanti nella città, e quattro nell’area urbana, le hanno permesso di succedere nell’iniziativa dell’Unione Europea a Stoccolma.
Il secondo piano clima di Amburgo, con le sue trecento azioni, è entrato in vigore nel 2012, quello precedente, i cui obiettivi sono stati raggiunti, prevedeva una riduzione del 25% delle emissioni del 1990, quattro volte di più di quanto previsto dal Protocollo di Kyoto.
L’efficienza energetica degli edifici esistenti è stata uno dei settori dove si sono concentrati i maggiori sforzi, anche realizzando strumenti finanziari che rendessero conveniente le ristrutturazioni. La presenza in città delle sedi di numerose grandi imprese del settore energia, e le competenze da città-regione, Amburgo è infatti un land a se stante, hanno infatti permesso di sperimentare e applicare numerose innovazioni e collaborazioni. Oltre milletrecento imprese hanno sistemi di gestione ambientale Emas o Iso 14001. Il nuovo quartiere di Hafencity, nato dalla dismissione di una parte dei magazzini del porto, è parzialmente senza auto, ed è il più grande in Europa tra quelli sostenibili, con i suoi due milioni di metriquadrati.
Proprio alla rigenerazione urbana sostenibile della città è dedicata la Iba Hamburg che aprirà tra poco più di un mese. Le mostre internazionali di architettura, diffuse sul territorio, si basano sui concorsi di idee su come è possibile reinsediare zone dismesse o di nuova espansione. In questo modo, oltre alle proposte, arrivano anche i capitali privati.
Per migliorare la vivibilità di Amburgo non potevano mancare azioni per ridurre l’impatto della mobilità, come una nuova metropolitana leggera e un’altra linea tranviaria, mentre l’autostrada urbana A7 è stata riqualificata, riducendone l’impatto paesaggistico. Ci sono servizi di car e bike sharing, e car pooling.
La ciclabilità è sostenuta con appositi percorsi, anche se non come in altre città tedesche. Per questo motivo l’amministrazione comunale di Amburgo ha fissato come obiettivo di arrivare entro il 2015 al ventiquattro per cento di spostamenti in bici, tre anni fa erano la metà. Per arrivare a questo risultato ci sarà il potenziamento delle infrastrutture tra cui quelle per l’interscambio tra biciclette e treni come le bicistazioni.
In Germania sono numerosi gli esempi di città sostenibili, come BerlinoMonaco di Baviera.
 

PARCHEGGI INTELLIGENTI PER BICI IN OLANDA

Utrecht Smakkelaarsveld, monitor controllo stalli parcheggio bici

Parcheggi intelligenti per bici, grazie a tabelloni per trovare i posti liberi, e sistemi di segnalamento per verificare l’utilizzo dei singoli stalli. Arrivano ancora dall’Olanda le innovazioni per governare il sempre maggiore traffico di ciclisti urbani.

In questo caso ci occupiamo della sosta, uno dei problemi di forte impatto soprattutto nei grandi nodi di interscambio, come la stazione ferroviaria di Utrecht Smakkelaarsveld.

Per trovare una soluzione il gestore della rete, Prorail, ha deciso di installare un sistema di tabelloni che permette a chi arriva in stazione di poter trovare agevolmente lo stallo libero nel grande parcheggio per biciclette, che è integrato con lo scalo ferroviario.

Grazie al sistema di rilevamento i gestori del posteggio possono anche verificare la durata della presenza delle due ruote negli stalli, e rimuovere quindi quelle con sosta troppo lunga o addirittura abbandonate per portarle in depositi più lontani. In questo modo è pertanto ottimizzato lo spazio per bici, che è sempre più prezioso per il continuo aumento di ciclisti urbani. Utrecht ha trecentodiecimila abitanti e trentamila studenti universitari.

Stessa filosofia della storica città ricca di canali è quella dal Comune di Zumpthen, cinquantamila abitanti nella zona orientale dell’Olanda verso il confine con la Germania. L’amministrazione ha deciso di dotare i posti della stazione ferroviaria di rilevatori della presenza delle due ruote, anche in questo caso è stata prevista la rimozione dei mezzi che sostano troppo a lungo o che sono abbandonati. I posti disponibili nel parcheggio sotterraneo sono tremila, rischiano però di non bastare, visto l’incremento della mobilità ciclista urbana, che sta avvenendo a Zumpthen, ma anche nel resto dell’Olanda.

Le soluzioni innovative per la sosta delle bici sono innumerevoli, come quella per il centro della città di Zaanstad oppure per la bicistazione di Alphen Aan Den Rijs.

 

FRIBURGO: IL DESIGN DELLA STAZIONE FERROVIARIA

Friburgo stazione ferroviaria davanti bicistazione, a destra ponte tranviario e ciclopedonale di accesso ai binari, a sinistra ponte stradale

Friburgo stazione ferroviaria, di fronte bicistazione, a destra ponte tranvario e ciclopedonale con accesso ai binari

La stazione di Friburgo è un nuovo polo di attrazione della città, oltre ad essere un moderno hub per la mobilità sostenibile. Dopo poco più di dieci anni dalla sua inaugurazione, avvenuta nel 1999, il nuovo scalo della città del Baden Wurttemberg, è diventato un piacevole luogo dove darsi appuntamento, oltre che un funzionale punto di interscambio.

La stazione è composta da due principali strutture, un grande ponte sopra i binari, e sul lato verso il centro città tre edifici collegati tra loro.

Il cuore dello scalo è costituito da edifici moderni, con tanto di pannelli solari sulla facciata, che si integrano negli adiacenti palazzi della zona terziaria, a ridosso del centro di Friburgo.

Proprio in quest’ambito avviene la prima fusione con la città, dato che un edificio è adibito a uffici e un altro ad albergo. Nel corpo centrale vi sono tutti i servizi ferroviari, compresa una biglietteria allestita come un’agenzia viaggi, e una piacevole zona commerciale e di servizi per i passeggeri, ma anche utile alle attività del quartiere. Questa parte della stazione si estende anche al sottopasso, ovviamente dotato di scivoli per le biciclette accanto alle scale. Appena si esce dalla zona coperta si può raggiungere a piedi il centro città, oppure prendere gli autobus alla comoda autostazione. Le rastrelliere del bike sharing hanno poche bici, che sono utilizzate raramente. L’adiacente parcheggio per quelle private è invece strapieno, come quello dall’altra parte dei binari. Qui c’è una grande bicistazione a tre piani dove lasciare custodito il proprio mezzo e l’abbigliamento tecnico. Nel piano più alto, in una zona panoramica, vi è l’officina per le riparazioni dove è anche possibile acquistare accessori e ovviamente bici. Accanto si trovano un bar e un’agenzia di viaggio delle Deutsche Bahn, le ferrovie tedesche.

A unire i due lati della stazione ferroviaria di Friburgo, e della città, vi è anche un ponte dedicato a pedoni, utenti dei tram e ciclisti. Oltre ad essere una bella e funzionale connessione urbana, permette l’accesso anche ai binari dei treni, regionali, ma anche ad alta velocità, sia con scale che con ascensori, utilizzabili anche dai ciclisti.

Altre informazioni sulla bicistazione di Friburgo sono disponibili a questo link.