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LA FORMAGELLA VA IN MINIERA, IN VAL DI SCALVE

Interno miniera dismessa di Schilpario (Bg)

Interno miniera dismessa di Schilpario (Bg)

La Formagella della Val di Scalve va in miniera, per migliorarsi. Grazie alla collaborazione in corso tra la locale latteria sociale, con sede a Vilmaggiore (Bg), e la cooperativa Ski Mine, che gestisce il museo delle miniere dismesse di Schilpario.
E’ un progetto di sviluppo locale quello iniziato tra le alte montagne del Parco delle Orobie. Due storiche presenze si stanno unendo per riusare, almeno in piccola parte, le vecchie gallerie dismesse di Schilpario (Bg), sessanta chilometri, oggi museo di se stesse e di un’epoca industriale. Scopo far maturare i formaggi nelle grotte create dall’uomo in decenni di estrazione dei minerali ferrosi. Gli esami batteriologici, effettuati dopo la prima fase della sperimentazione, hanno escluso che nelle gallerie vi possano essere microrganismi che rendano nocivo il formaggio per l’uomo.
La seconda fase è in via di definizione, vedrà la realizzazione di un apposito locale per la maturazione e la collaborazione dell’università, per verificare l’evoluzione dei formaggi.
In attesa di provare i caci affinati è comunque interessante visitare le miniere e la Latteria Sociale della Val di Scalve, con relativi assaggi. E’ alquanto istruttivo scoprire le origini industriali di zone oggi soprattutto turistiche. Nelle montagne di Schilpario e dintorni vi sono sessanta chilometri di gallerie che erano usate per l’estrazione di minerali ferrosi, usati dalle acciaierie presenti soprattutto in pianura. Il materiale fotografico, e l’allestimento del percorso dentro e fuori dalla montagna, fanno vedere quali erano le dure condizioni di lavoro, alle quali non sfuggivano neanche i bambini.

 

LA FORMAGELLA DELLA VAL SERIANA FA CONOSCERE IL BORGO DI GROMO

gromo sempre in forma 2013
Formagella della Val Seriana in gara. Per la seconda volta a Gromo sempre in Forma saranno messe a confronto le numerose produzioni del formaggio tipico di questa valle della provincia di Bergamo.
Il concorso caseario di sabato 8 giugno è l’occasione per far conoscere questo cacio grasso a pasta semicotta e a media e lunga stagionatura, e per far confrontare i produttori, così da migliorare ulteriormente la qualità delle Formaggella della Val Seriana. Ovviamente è anche l’occasione per vedere uno dei borghi più belli della zona, con il suo centro medioevale, e anche gli altri prodotti agroalimentari e artigianali. Un classico esempio di sviluppo locale che parte cioè dalle risorse presenti nel territorio, in questo caso dai beni ambientali e architettonici, ma anche dall’agricoltura di montagna e l’artigianato.
Nell’adiacente Val Brembana questo approccio ha già dato i primi frutti con la valorizzazione dei formaggi tipici, anche in accoppiata con altri prodotti, che sta portando a una crescita sostenibile. E’ in corso infatti la riscoperta dei vecchi borghi abbandonati ed esclusi dal turismo legato allo sci alpino.
 

ERBE SPONTANEE DELLA VAL BREMBANA PROTAGONISTE DEL GUSTO E DEL TERRITORIO

erbe del casaro

Erbe spontanee e formaggi, ma anche vini, birre, artigianato del legno, e tante declinazioni delle risorse del territorio per uno sviluppo locale, accogliente e sostenibile.
Erbe del Casaro 2013, in alta Val Brembana, provincia di Bergamo, si presenta ancora più ricca per la sua quarta edizione, che inizierà sabato 25 maggio e terminerà domenica 9 giugno. L’appuntamento è rimasto ovviamente ancorato ai prodotti della zona, a partire dalle erbe spontanee, rigogliose e disponibili nei prati dalla primavera dopo il freddo inverno. Proprio alla promozione delle piante commestibili, che si possono raccogliere ovunque in questo periodo, è dedicata tutta la rassegna. Ci saranno percorsi guidati per la raccolta, come quello organizzato dalle Donne di Montagna dell’Albergo Diffuso di Ornica, visite a laboratori di trasformazione per la cosmetica, conferenze, e degustazioni di aperitivi e piatti.
Per Erbe del Casaro i ristoranti dell’Alta Val Brembana hanno predisposto menù con l’uso degli aromi dei prati e dei boschi, a volte insieme ai Principi delle Orobie, i formaggi della Valbrembana: Branzi Ftb, Formai de Mut, Bitto Storico, Strachitunt Valtaleggio, Agrì di Valtorta e Stracchino all’antica delle Valli Orobiche. Tra le novità di Erbe del Casaro 2013 ci sono il pane al Paruk, l’Erba del Buon Enrico, e il gelato alla rucola e al basilico. Non mancheranno i vini della Provincia di Bergamo, e le locali birre artigianali, anche con laboratori del gusto e abbinamenti guidati.

 

LOMBARDIA TERRA DI ZAFFERANO

riso zafferano oldani zafferanami

Zafferano di pianura e di montagna, in Lombardia. Da zona di consumatori, grazie a piatti simbolo come il risotto alla milanese o allo zafferano, a luogo di produzione, con qualche radice nel passato nei vecchi orti di famiglia, almeno in provincia di Milano.

E’ un altro pezzo di nuova agricoltura lombarda quello stanno percorrendo una serie di aziende, spesso condotte da giovani imprenditori. In alcuni casi la scelta di lavorare la terra è arrivata dopo altri percorsi di studio e professionali. Il Crocus sativo è una pianta faticosa da coltivare e da lavorare, per la sua delicatezza, ma che dà grandi soddisfazioni per la sua bellezza e la sua versatilità in cucina, si può usare nella preparazione di tutti i piatti dagli antipasti ai dolci, fino alla realizzazione di liquori e birre.

La più nota tra le nuove produzioni lombarde è quello di Zafferanami, utilizzata anche dallo chef Davide Oldani e in Giallo Milano, il concorso per il miglior risotto alla milanese, che si trova a Varedo, provincia di Monza e Brianza, al confine con quella di Milano, nella pianura del Parco del Grugnotorto. E’ invece sulle colline di Ronco Briantino, al confine con la provincia di Lecco, lo Zafferano Padano, che è in conversione biologica. Arrivando alla fascia pedemontana dell’adiacente provincia di Bergamo c’è la produzione biodinamica di Villa Serica a Caprino Bergamasco, dove è possibile anche dormire e fare prima colazione. In Val Brembana, a Roncobello, c’è stato il primo raccolto amatoriale, mentre a Dossena, l’azienda agricola Luisa Gamba, in collaborazione con la Comunità Montana, farà il primo raccolto. Oltre il Passo San Marco, in Valtellina, provincia di Sondrio, ci sono altre piccole produzioni a Berbenno e come quella dell’azienda agricola Zavaglione a Montagna.

Uscendo dalla Lombardia per pochi chilometri troviamo a Bertonico, nel Garda trentino, un’altra produzione biologica Maso Giomo, marchio dell’azienda agricola Giovanni Poli, che si trova a 1000 metri sul Monte Baldo.

Spostadosi sulle colline moreniche del Garda bresciano si trova, a Pozzolengo, la produzione dell’azienda agricola Al Muras, che oltre agli stimmi realizza anche biscotti, schiacciatine, confetture e miele con zafferano. Andando un po’ più a sud, a Gazoldo degli Ippoliti in provincia di Mantova, si trova l’azienda agricola MargheRita, dove si può anche dormire e fare prima colazione, e che oltre agli stimmi produce anche i bulbi di zafferano.