LA FORMAGELLA VA IN MINIERA, IN VAL DI SCALVE
La Formagella della Val di Scalve va in miniera, per migliorarsi. Grazie alla collaborazione in corso tra la locale latteria sociale, con sede a Vilmaggiore (Bg), e la cooperativa Ski Mine, che gestisce il museo delle miniere dismesse di Schilpario.
E’ un progetto di sviluppo locale quello iniziato tra le alte montagne del Parco delle Orobie. Due storiche presenze si stanno unendo per riusare, almeno in piccola parte, le vecchie gallerie dismesse di Schilpario (Bg), sessanta chilometri, oggi museo di se stesse e di un’epoca industriale. Scopo far maturare i formaggi nelle grotte create dall’uomo in decenni di estrazione dei minerali ferrosi. Gli esami batteriologici, effettuati dopo la prima fase della sperimentazione, hanno escluso che nelle gallerie vi possano essere microrganismi che rendano nocivo il formaggio per l’uomo.
La seconda fase è in via di definizione, vedrà la realizzazione di un apposito locale per la maturazione e la collaborazione dell’università, per verificare l’evoluzione dei formaggi.
In attesa di provare i caci affinati è comunque interessante visitare le miniere e la Latteria Sociale della Val di Scalve, con relativi assaggi. E’ alquanto istruttivo scoprire le origini industriali di zone oggi soprattutto turistiche. Nelle montagne di Schilpario e dintorni vi sono sessanta chilometri di gallerie che erano usate per l’estrazione di minerali ferrosi, usati dalle acciaierie presenti soprattutto in pianura. Il materiale fotografico, e l’allestimento del percorso dentro e fuori dalla montagna, fanno vedere quali erano le dure condizioni di lavoro, alle quali non sfuggivano neanche i bambini.








