Archive for the ‘filiera corta’ Category

FATTORIA DIDATTICA E ORTI URBANI A PORTLAND, OREGON

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Fattoria didattica Portland

Una fattoria didattica cittadina e giardini di comunità con orti urbani. Sono un pezzo dell’alta vivibilità di Portland, capitale dell’Oregon, costa occidentale degli Stati Uniti, subito a Nord della California, uno dei centri del nuovo Nordamerica sostenibile.

La ricerca di un riequilibrio nei rapporti tra città e campagna è passato anche dal recupero di una vecchia azienda agricola con caseificio in via di dismissione nella periferia di Portland, cinquecentomila abitanti in città, duemilioni e centocinquantamila nell’area metropolitana.

La Zenger Farm nel 1994 è stata acquistata dall’amministrazione della capitale dell’Oregon, che, dopo un progetto realizzato con la partecipazione dei cittadini, ha deciso in quale modo usare la vecchia fattoria. Per questo una parte è stata destinata al contenimento delle pioggie, data la sua originaria vocazione di pianura alluvionale. Una parte è così diventata un ecosistema umido, con relativa importante biodiversità e recupero di equilibrio idrico per i vicini quartieri. Un’altra porzione dei terreni è stata affittata a un’impresa agricola, che in seguito è diventato il principale pilastro dell’evoluzione in fattoria didattica urbana.

Per questo Zender Farm è un’azienda agricola no profit, con produzione di ortaggi e allevamento di polli, alla quale collaborano dalle scuole dell’obbligo all’università, e che è retta da un’associazione di abitanti del sudest di Portland, la zona dove si trova la fattoria. Scopo principale trovare soluzioni sostenibili per l’agricoltura periurbana, in primo luogo per mantenere in equilibrio economico la stessa Zender Farm. Tra le iniziative della fattoria vi è l’organizzazione di un locale mercato dei contadini.

Altro programma dell’amministrazione e dei cittadini di Porland, sempre per ricostruire un rapporto tra città e campagna, è quello dei giardini di comunità con orti urbani. Dal 2009 la collaborazione tra abitanti, istituzioni e privati ha permesso di incrementare le iniziative verso la sicurezza e l’autosufficienza alimentare. Di pari passo sono andate le assegnazioni, nel 2011 sono state centocinquanta, e la realizzazione anche orti scolastici, che hanno consentito scambi di conoscenze nei vari ambiti della città dove il programma degli orti urbani di Portland è in corso. La lista di attesa è ancora lunga, e segnala la voglia di nuova agricoltura cittadina.

Anche in Italia ci sono alcune storie di innovazione nell’attività attività primaria periurbana come quello che ha portato la fattoria che si trova nel Parco di Monza a far trasformare il proprio latte biologico in formaggi, creando anche la Monzarella.

 

LA TERRA TREMA 2011: AGRICOLTORI VERSO LA METROPOLI

“Vini e vignaioli autentici, agricolture periurbane, cibo e poesia della terra”. E’ il sottotitolo de La Terra Trema, l’evento dedicato al bere, al mangiare, e a quanto ci sta dietro, organizzato dal 25 al 27 novembre al Leoncavallo spazio pubblico autogestito dal centro sociale di Abbiategrasso Folletto25603, e, ovviamente dagli stessi animatori dell’ex tipografia di via Watteau a Milano, zona Greco.

La Terra Trema è una fiera enogastronomica dove oltre ad assaggi, degustazioni, acquisti, chiacchiere con i produttori e concerti si parla delle ragioni della terra. C’è la possibilità di confronto, a partire dalla cultura materiale del cibo, per capire agricoltura e sistemi alimentari su come e cosa si consuma, come si trasformano e distribuiscono le materie prime. Negli ultimi venti anni la finanziarizzazione del settore agroalimentare, e la crescita dei paesi di nuova industrializzazione, ha creato una situazione di forte crescita dei prezzi dei prodotti che sono alla base dell’alimentazione umana, come i cereali. Senza dimenticare come l’urbanizzazione continui a trasformare fertili aree agricole, come quelle eccellenti della Pianura Padana, in distese di capannoni, strade e villette a schiera.

 

L’ALTA SALUMERIA CONTADINA DELLA VALLE DEL TICINO

C’era l’artigianato dei salumi divenuto grande industria, e ora c’e’ l’alta salumeria contadina, erede di quell’antico sapere della Valle del Ticino, con Abbiategrasso epicentro di questa storia agroalimentare.

E’ una lenta ma costante crescita quella della riscoperta dell’allevamento e della trasformazione in insaccati e salumi delle carni di maiale, ma anche di oca e bovino in questo territorio diviso tra le province di Milano, Pavia e Novara. Per raccontare questa evoluzione e’ stata promossa la serata “Sei proprio un Salame” all’agriturismo Cascina Caremma di Besate (Mi). Ogni anno l’azienda di Gabriele Corti realizza un’anteprima di Abbiategusto subito dopo la Festa di San Martino, quella che celebra il raccolto e la fine dell’annata agricola, una settimana prima della manifestazione che si svolge ad Abbiategrasso nell’ultimo venerdì, sabato, domenica di novembre da ormai dodici anni.

Per l’occasione c’è stata la possibilità di assaggiare antichi sapori e nuovi prodotti dell’artigianato norcino che si è sviluppato nel territorio del Parco del Ticino, partendo ovviamente dalle solide radici contadine del passato. Oltre ai salumi di maiale della Caremma c’erano quelli della Cascina Cirenaica di Robecchetto con Induno (Mi), che ne produce anche di bovino, della Cascina Bullona di Magenta (Mi) e dell’azienda agricola L’Oca di Albino a Mortara (Pv).

L’antica tradizione dei luganegheri, i macellai-salumieri, dell’Est Ticino sta trovando validi eredi e innovatori grazie alla tenacia di alcune imprese agricole che non vogliono limitarsi ad essere fornitori della grande industria agroalimentare. Per la preservazione di questo patrimonio è stata anche istituita una borsa di studio all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo a Bra (Cn) di Slow Food dedicata a Elio Sgarella, lo storico masular della Caremma, recentemente scomparso.

 

 

ALIMENTAZIONE: UN BIO DISTRETTO PER LA VALCAMONICA

Un Biodistretto in Valcamonica. Una nuova alleanza tra agricoltori, enti locali, consumatori, trasformatori e distributori. E’ l’iniziativa, sotto forma di convegno, che ci sarà a Edolo (Bs) sabato 12 novembre, un modo per confrontare esperienze e punti di vista dei soggetti coinvolti o coinvolgibili nella filiera agro alimentare biologica.

La Valcamonica sta cercando una propria strada di sviluppo sostenibile dell’agricoltura con varie iniziative e infrastrutture, la più nota è l’Università della Montagna, il Corso di laurea in Valorizzazione e Tutela dell’Ambiente e del Territorio Montano della sede di Edolo della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano. In pochi anni di funzionamento da sezione distaccata è diventata un centro di eccellenza, un riconoscimento della capacità di essere un’infrastruttura intelligente per un futuro durevole della Valcamonica ma non solo.

Un’altra iniziativa è il presidio Slow Food del formaggio Fatulì della Val Saviore, fatto con il latte della Capra Bionda dell’Adamello, una specie autoctona la cui popolazione si era alquanto ridotta prima del rilancio di questo cacio.

Degno di segnalazione è anche il Consorzio della Castagna di Paspardo (Bs), che insieme ad alcune aziende artigianali sta realizzando prodotti a base di marroni come biscotti, torte, ma anche birra e un distillato, e, ovviamente, farina.  L’infrastruttura è un’iniziativa dell’Ecomuseo Albero del Pane  che comprende un’ampia area della media Vallecamonica compresa nel Parco dell’Adamello e comprende i comuni di Ceto, Cimbergo, Paspardo e Capo di Ponte.

L’iniziativa “Un BIO Distretto per la Valcamonica, seminare un futuro in armonia con la Terra” è organizzata dalla Comunità Montana di Valle Camonica, il Comune di Edolo, l’Osservatorio Territoriale Edolese e i Gruppi di acquisto solidale della Valle Camonica, si svolgerà al centro Intervallivo di via Sora al 15.