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UNA STRADA DEL LATTE IN PROVINCIA DI MILANO

 

 

Una Strada del latte per rilanciare le stalle in provincia di Milano. La proposta è della Cia e dell’Istvap, Istituto per lo studio e la valorizzarione dell’agricoltura periurbana. E’ una nuova iniziativa degli allevatori per riuscire a salvare i propri allevamenti di bovini, e in molti casi le aziende stesse.

La strada del latte dovrebbe essere un itinerario alimentare, culturale e turistico per sostenere l’acquisto diretto da parte dei consumatori nelle cascine e nelle aziende agricole dei prodotti derivanti dall’allevamento di bovini. Il modello è quello delle strade del vino, forse l’iniziativa più nota di questo tipo. In questo modo il reddito dei contadini può aumentare, così come la convenienza per gli acquirenti, perché l’assenza di intermediari permette ai produttori di incassare di più, pur calmierando i prezzi. Il tutto sostenuto da una maggiore qualità, altra caratteristica indispensabile per richiamare i consumatori.

Da due decenni orami il prezzo del latte, e il conseguente reddito per i produttori, è pressocché fermo, quindi, visti i costi crescenti dovuti alle nuove norme igieniche e per il benessere degli animali, nonché all’inflazione, i guadagni si sono ridotti, e di tanto.

In questi anni sono nate diverse iniziative di filiera corta proprio per consentire alle aziende di sopravvivere. La più famosa è quella dei distributori di latte crudo, cui si stanno affiancando la realizzazione di piccoli caseifici, magari in collaborazione tra più imprese, e la vendita diretta degli stessi formaggi, anche tramite macchine automatiche collocate magari in luoghi ad alta frequentazione. Un altro settore in sviluppo è quello della produzione e vendita di gelato. 

I modelli di gestione delle strade dei sapori sono di vario genere, vi sono quelle che si appoggiano sugli enti locali, e quelle che costuite formalmente, magari in associazione. Il comune denominatore è l’alleanza pubblico privato che vede collaborazione tra istituzioni e imprese.

Un esempio di Strada del latte esistente è quella della Comunità Montana Valli Stura e Orba, nel Basso Piemonte al confine con la Liguria.

 

E’ NATA LA STRADA DEI SAPORI E DELLE VALLI VARESINE

strade dei sapori

 

Un nuovo percorso per lo sviluppo rurale e turistico. Una strada per sostenere l’agricoltura di montagna e promuovere la conoscenza di luoghi belli e interessanti. E’ la Strada dei Sapori e delle Valli Varesine, che ha iniziato la sua vita formale venerdì 11 dicembre, dopo una gestazione annunciata la scorsa estate. Promotore dell’iniziativa è stata la Comunità Montana della Valcuvia, che da poco si è unita a quella delle Valli del Luinese, dando vita alla Comunità Montana delle Valli del Verbano.

Nell’alto varesotto da almeno una quindicina di anni è iniziata la riscoperta del patrimonio agroalimentare locale, il prodotto più noto è la Formagella del Luinese, cui si affianca il Violino di Capra del Luinese, e il Miele Varesino d’Acacia (Robinia), il cui iter di riconoscimento del marchio Dop, Denominazione di origine protetta, non è ancora terminato. Altri prodotti di cui sta avvenendo la valorizzazione sono l’Asparago di Cantello e il Salame Prealpino Varesino.

Le Strade dei sapori sono associazioni che riuniscono enti locali, aziende pubbliche e soggetti privati uniti nell’obiettivo di valorizzare un territorio e i suoi prodotti, inizialmente erano nate come percorsi del vino, visti i buoni risultati l’esperienza è stata estesa ad altri ambiti.

I primi soci sono trentaquattro, venti imprese e quattordici comuni: Cadegliano, Caravate, Cassano Valcuvia, Castello Cabiaglio, Cugliate, Rancio, Brezzo di Bedero, Dumenza, Pino Tronzano sul Lago Maggiore, Veddasca, Arcisate, Bisuschio, Cuasso al Monte e Saltrio. Alla fine dell’iter dovrebbero essere una cinquantina gli aderenti, sui cinquantasette del territorio, visto che potrebbero esserci defezioni all’iniziativa.

 

IL MERCATO DI SLOW FOOD A MILANO

mercati della terra slow food

 

Arriva a Milano il Mercato della Terra di Slow Food. Il sabato, nel parco di Largo Marinai d’Italia, una quarantina di produttori selezionati entro un raggio di quaranta chilometri dalla città venderanno frutta, verdura, latte, formaggi, riso e miele. Il primo appuntamento ci sarà il 12 dicembre dalle 9 alle 15, per poi diventare settimanale da gennaio.

La principale zona di arrivo dei contadini e artigiani dei sapori sarà il Parco agricolo sud Milano, la più importante area protetta di cintura urbana d’Europa a vocazione rurale. Oltre all’ente di gestione e Slow Food, il progetto è sostenuto da Comune di Milano e Fondazione Cariplo.

L’associazione organizzerà anche Laboratori del gusto e porterà due presidi non del territorio circostante tra quelli sostenuti dalla propria fondazione per la salvaguardia della biodiversità. Ci saranno il progetto per lo sviluppo del Caffè delle terre alte di Huehuetenango, in Guatemala, e quello dei Datteri dell’Oasi di Siwa, in Egitto.

 

IL MERCATO CONTADINO DI CASCINA CUCCAGNA

Il cantiere della Cuccagna - Foto di Guglielmo Trupia by Flickr

Il cantiere della Cuccagna - Foto di Guglielmo Trupia by Flickr

 

Produttori agricoli in cascina, nel centro di Milano, o quasi. E’ il mercatino di Cascina Cuccagna, avamposto della nuova sostenibilità ambrosiana.

Una volta a settimana, il martedì pomeriggio dalle 15  e 30 alle 20, il farmers’ market della Coldiretti si sposta dalla sede di via Ripamonti, dove si svolge il mercoledì e il sabato mattina, in viale Umbria angolo via Muratori, vicino a piazzale Lodi.

L’iniziativa è quindi una collaborazione tra i promotori del recupero architettonico, ma soprattutto sociale,  di questo esempio di manufatto rurale di oltre tre secoli fa, ormai circondato dalla metropoli, il Consorzio Cantiere Cascina Cuccagna,  e la principale confederazione di imprenditori agricoli, la Coldiretti.

Da ormai un decennio la tenacia, la creatività e le sinergie tra numerosi soggetti sociali ed economici, come nel caso del nuovo mercato contadino, hanno portato quello che era un non luogo della città a diventare una infrastruttura di utilità sociale per la vivibilità del quartiere e della città, oltre che dell’area metropolitana. Un esempio di sviluppo sostenibile il cui valore è difficile da quantificare, secondo i tradizionali strumenti, oltre che da valutare, viste le molteplici iniziative che sta generando e che potranno nascere dalle condivisioni già in essere e che probabilmente si attiveranno dalle frequentazioni delle persone.

 

BUONMERCATO: PORTALE E NEGOZIO DELLA FILIERA CORTA

buon mercato foto negozio via Roma

Buonmercato da gennaio sarà un esperimento di innovazione della filiera corta. Per due giorni alla settimana nel centro di Corsico, alle porte di Milano, sarà possibile ritirare i prodotti prenotati, anche attraverso una sezione di commercio elettronico del sito appositamente realizzato per il progetto. L’iniziativa voluta dal Comune e dal Forum Tecnologia e Cooperazione è finanziata dalla Fondazione Cariplo.

Il sistema si basa sulla possibilità di avere un locale dove i produttori potranno portare le proprie merci, per cui avranno prenotazioni anche via internet, e dove gli operatori e i volontari si occuperanno poi della distribuzione. L’intento è quello di incrementare le persone che si riforniscono di alimenti, ma anche detersivi  e saponi, attraverso i canali della filiera corta più noti, mercatini dei produttori e gas, gruppi di acquisto solidale. A Corsico sono partner degli ideatori dell’iniziativa i seguenti soggetti: Liberamente Gas, Acli il Sogno, Gas la Buccinella e Distretto di Economia Solidale Rurale del Parco Agricolo Sud Milano.

Proprio lo sviluppo sostenibile nella zona protetta, anche attraverso il mantenimento dell’attività primaria,  è uno degli obiettivi della salvaguardia del progetto. Aumentando i canali distributivi della filiera corta Buonmercato si prefigge di aiutare i coltivatori e gli allevatori di questa area sotto tutela, che è la più grande d’Europa con destinazione agricola.

La vendita diretta è in crescita, ma non basta, come dicono spesso gli imprenditori e le confederazioni agricole, a ricreare il reddito per il sostentamento delle imprese sfumato per la ristrutturazione economica dovuta alla globalizzazione.

 

AGRIAMBURGHERIA, LA RISTORAZIONE VELOCE DELLA FILIERA CORTA

mac bun 2

Dal produttore al consumatore, cotto e accompagnato da un contorno. E’ la carne di M** Buun, l’agriamburgheria inventata a Rivoli, vicino a Torino, da un allevatore di una frazione del comune. Lo slow fast food è un nuovo esempio di filiera corta e di prodotti a chilometro zero usati nella ristorazione. Nel locale è servita innanzitutto la carne dell’azienda agricola zootecnica, che accanto ha pure uno spaccio, inoltre i condimenti, gli accompagnamenti e i vini sono di origine del territorio piemontese.

Il nome del ristorante in dialetto significa tutto buono, ma l’assonanza ha meritato una diffida della catena Mc Donald’ s, preoccupata del presunto abuso del proprio marchio, per questo finora l’insegna è rimasta con due asterischi, un’altra bella trovata dei promotori dell’iniziativa.

 

ARRIVA IN CASCINA IL SELF SERVICE DEL RISO

distributori riso piccola

Il riso come una volta. A peso. Stavolta dal produttore, con un bel risparmio, e in modo autogestito. E’ una delle proposte di filiera corta innovativa che si possono trovare nel Parco Agricolo Sud Milano, l’unico di cintura urbana con vocazione primaria.

L’esperienza si sta svolgendo alla Cascina Nesporedo di Locate Triulzi, in una delle zone a maggiore vocazione per la coltivazione di questo cereale, che vede l’Italia al primo posto in Europa. Tra le province di Milano e Lodi ci sono quattordicimila ettari coltivati a riso, sui duecentoventimila in tutta Italia, gran parte concentrati in Piemonte e Lombardia, anche se in Veneto e Sardegna si segnalano altre produzione, anche di qualità. Gli acquirenti arrivano in Cascina e si dirigono verso gli erogatori con un sacchetto, che può essere anche portato da casa, diminuendo ulteriormente la produzione di rifiuti, lo riempiono, infine lo pesano per la prezzatura. Per la varietà Carnaroli, la più amata e adatta per i tradizionali risotti, il prezzo al chilo è di circa il quaranta per cento in meno rispetto ai supermercati. Nel distributore self service si possono trovare anche i risi Vialone nano, Arborio e integrale, inoltre nei contenitori da venti chili ce n’è uno dedicato al farro.

 

LE MACCHINETTE DEL FORMAGGIO

latte crudo argegno

Gorgonzola o caprini. Come se fossero merendine. Nel porto di Argegno, sotto una pensilina, che sembra fatta per attendere un mezzo pubblico.

E’ una bella iniziativa di filiera corta sulla riva sinistra del lago di Como, all’imbocco della Val d’Intelvi, non a caso i formaggi, e ovviamente il latte crudo, sono della Latteria di San Fedele dell’omonima valle.  Da qualche anno, grazie anche a questo tipo di canale di vendita, le produzioni delle piccole aziende agricole, a volte anche medie, sono riuscite a ricavare un aumento di reddito che il crollo del prezzo del latte ha fatto mancare. La crisi del settore lattiero caseario sta facendo moltiplicare, per coloro che decidono di non dismettere, le iniziative di filiera corta, come la vendita attraverso macchine distribuitrici automatiche in azienda o in luoghi ad alta frequentazione. Il vending, secondo l’anglicismo degli addetti ai lavori, è un settore economico dove l’Italia è ai primi posti mondiali grazie all’innovazione, che traina le esportazioni.