Archive for the ‘biologica’ Category

LOMBARDIA TERRA DI ZAFFERANO

riso zafferano oldani zafferanami

Zafferano di pianura e di montagna, in Lombardia. Da zona di consumatori, grazie a piatti simbolo come il risotto alla milanese o allo zafferano, a luogo di produzione, con qualche radice nel passato nei vecchi orti di famiglia, almeno in provincia di Milano.

E’ un altro pezzo di nuova agricoltura lombarda quello stanno percorrendo una serie di aziende, spesso condotte da giovani imprenditori. In alcuni casi la scelta di lavorare la terra è arrivata dopo altri percorsi di studio e professionali. Il Crocus sativo è una pianta faticosa da coltivare e da lavorare, per la sua delicatezza, ma che dà grandi soddisfazioni per la sua bellezza e la sua versatilità in cucina, si può usare nella preparazione di tutti i piatti dagli antipasti ai dolci, fino alla realizzazione di liquori e birre.

La più nota tra le nuove produzioni lombarde è quello di Zafferanami, utilizzata anche dallo chef Davide Oldani e in Giallo Milano, il concorso per il miglior risotto alla milanese, che si trova a Varedo, provincia di Monza e Brianza, al confine con quella di Milano, nella pianura del Parco del Grugnotorto. E’ invece sulle colline di Ronco Briantino, al confine con la provincia di Lecco, lo Zafferano Padano, che è in conversione biologica. Arrivando alla fascia pedemontana dell’adiacente provincia di Bergamo c’è la produzione biodinamica di Villa Serica a Caprino Bergamasco, dove è possibile anche dormire e fare prima colazione. In Val Brembana, a Roncobello, c’è stato il primo raccolto amatoriale, mentre a Dossena, l’azienda agricola Luisa Gamba, in collaborazione con la Comunità Montana, farà il primo raccolto. Oltre il Passo San Marco, in Valtellina, provincia di Sondrio, ci sono altre piccole produzioni a Berbenno e come quella dell’azienda agricola Zavaglione a Montagna.

Uscendo dalla Lombardia per pochi chilometri troviamo a Bertonico, nel Garda trentino, un’altra produzione biologica Maso Giomo, marchio dell’azienda agricola Giovanni Poli, che si trova a 1000 metri sul Monte Baldo.

Spostadosi sulle colline moreniche del Garda bresciano si trova, a Pozzolengo, la produzione dell’azienda agricola Al Muras, che oltre agli stimmi realizza anche biscotti, schiacciatine, confetture e miele con zafferano. Andando un po’ più a sud, a Gazoldo degli Ippoliti in provincia di Mantova, si trova l’azienda agricola MargheRita, dove si può anche dormire e fare prima colazione, e che oltre agli stimmi produce anche i bulbi di zafferano.

 

IN BRASILE C’E’ IL BIOLOGICO CERTIFICATO DAI CONSUMATORI

marchio biologico brasile

In Brasile oltre duemilaquattrocento piccole aziende agricole biologiche sono certificate grazie alla presenza costante dei consumatori.
E’ un’esperienza che si sta diffondendo anche in Europa quella dei sistemi di garanzia partecipata, che permettono alle imprese, soprattutto familiari, di poter usare il marchio biologico, senza dover sostenere i costi supplementari per il lavoro degli istituti di certificazione.
La storia del biologico brasiliano nasce alla fine degli anni ’70, nel 1999 il ministero dell’agricoltura ha emanato la prima disciplina del settore, dopo quattro anni di polemiche e trattative, dal 2008 ha riconosciuto anche la certificazione dei sistemi di garanzia partecipata.
Cardine di questo sistema è la Rete Agroecologica Ecovida, di cui fanno parte centottanta comuni, oltre alle duemilaquattrocento piccole aziende agricole, organizzate in duecentosettanta tra associazioni e cooperative di produttori. Nel circuito brasiliano sono anche presenti una trentina di associazioni e una decina cooperative di consumatori, oltre a raggruppamenti per il sostegno tecnico all’agricoltura biologica delle piccole imprese familiari.
Altro elemento centrale dei sistemi di garanzia partecipata è la credibilità, per questo è stato realizzato un modello che prevede per l’azienda un controllo interno da parte dei consumatori della rete locale, e anche quello di un comitato etico esterno alla realtà di zona, sempre volontario.
In Brasile vi sono quindi due marchi per i prodotti biologici, che si differenziano per due scritte certificacao per auditoria e sistema partecipativo, entrambi sottoposti ai controlli del ministero dell’agricoltura.

 

E’ ANCHE SOCIALE L’AGRICOLTURA PERIURBANA DI BESANCON

besancon agricoltura periurbana
Il paesaggio e le colture di Besancon, e del suo circondario, da tre anni sono sostenuti anche da una carta per l’agricoltura periurbana.
E’ questo uno degli esiti di quindici anni di attività per tutelare questi beni comuni attraverso un nuovo sviluppo delle attività primarie, minacciate dall’espansione della città dell’est della Francia, verso il confine con Svizzera e Germania.
Attualmente a Besancon e dintorni le aree agricole coprono il trentasette per cento del territorio, mentre i boschi il trenta.
Per ricostruire un rapporto il città e campagna sono state costituite cooperative che gestiscono piccole superfici agricole, specializzate in produzioni biologiche di frutta e verdura, che poi è consegnata a domicilio ai soci. Anche una parte della ristorazione si rifornisce di prodotti freschi attraverso questo circuito. Tra coloro che lavorano in queste cooperative vi sono persone che hanno perso il lavoro e hanno ricominciato un percorso di formazione e fiducia in loro stessi. Per questo motivo è attivo dal 2004 un apposito progetto, che ha ottenuto anche contributi dal fondo sociale europeo.
L’agricoltura dei dintorni di Besancon è diversificata, l’allevamento di bovini è tra le attività più importanti grazie anche alla produzione di formaggi, il Comtè realizzato localmente è tra quelli più noti anche al di fuori della Francia.
Tutti progetti realizzati in questi anni, compresa la nuova filiera biologica, hanno avuto impulso dalla collaborazione tra abitanti, amministrazioni locali, associazioni di volontariato e la locale camera dell’agricoltura.
 

LE BICICLETTE SIMBOLO DI LUBIANA SOSTENIBILE

lubiana sostenibile

La via alla sostenibilità di Lubiana si vede dalle biciclette presenti nelle strade della città.
E’ questa una delle principali innovazioni nella mobilità introdotte dai processi partecipati che la capitale slovena ha attivato negli ultimi lustri.
Proprio l’organizzazione dei trasporti è stata modificata grazie all’ascolto e alle proposte arrivate dai forum ai quali hanno partecipato gli abitanti.
La bicicletta è stata introdotta nel sistema della mobilità grazie alla realizzazione di itinerari ciclabili che passano nello storico e affascinante centro città pedonale. L’amministrazione comunale ha pure realizzato una serie di parcheggi coperti per le due ruote e ha introdotto il servizio di bike sharing.
Sempre grazie ai forum con i cittadini sono stati modificati i percorsi delle linee del trasporto pubblico, e sono stati adottati combustibili a ridotto impatto ambientale come il biodiesel.
Anche la raccolta differenziata dei rifiuti è presente, a Lubiana c’è un sistema di cassonetti sotterranei ma visibili in superficie per poter conferire le diverse frazioni degli scarti domestici o commerciali.
La riduzione dei rifiuti passa anche per il sostegno all’acqua pubblica grazie a una rete di fontane e a cartelli che raccomandano di berla al posto di quella in bottiglia.
Anche l’agricoltura biologica ha avuto un incremento per la presenza a Lubiana di mercatini da oltre un decennio. Proprio questa iniziativa è stato il volano per la crescita di tutto il settore che ha portato la città ad ospitare anche un’ecofesta e un’ecosettimana dedicate alle produzioni organiche.
Ovviamente per lo sviluppo sostenibile non può mancare il recupero delle aree industriali dismesse, al centro di un’apposita progettazione da dieci anni, che è resa pubblica in una mostra permanente dei nuovi insediamenti nella capitale slovena.