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UNGERSHEIM, DIECI ANNI DI TRANSIZIONE IN ALSAZIA

Da dieci anni Ungersheim è un comune per la transizione. Da allora questa piccola amministrazione dell’Alsazia, duemiladuecento abitanti nella pianura agricola quindici chilometri a nord di Moulhouse , al confine con Svizzera e Germania, ha iniziato a realizzare un programma in ventuno punti per la sostenibilità e l’autonomia della propria comunità.
Il piano è diviso in tre grandi aree: conoscenza, autonomia energetica e sovranità alimentare. Da questi ambiti discendono le innumerevoli azioni realizzare in questo periodo con un processo partecipato.
Per quanto riguarda l’energia gli abitanti di Ungersheim  hanno l’obiettivo di avere una propria rete e una propria produzione, come per l’acqua. Finora sono state riusate le miniere dismesse di potassio, dove è stata realizzata una centrale elettrica fotovoltaica, e alcuni capannoni sono stati recuperati per nuove imprese artigiane, che occupano oltre cinquanta persone. L’impianto serve diecimila abitanti anche dell’adiacente paese di Feldkirch.
Altra importante azione è stata l’autocostruzione di una piccola pala eolica che rifornisce il centro culturale e l’azienda agricola sociale pubblica, uno dei perni della sovranità alimentare. Per diminuire la dipendenza dal petrolio è stato reintrodotto l’uso del cavallo da traino per alcune piccole lavorazioni nei campi e nei boschi, oltre lo scuolabus.
A Ungersheim è anche stato realizzato il primo quartiere di case di edilizia passiva realizzate con legno e paglia, entrambi di provenienza locali, che producono più energia di quanta ne consumino. In queste abitazioni si recupera l’acqua piovana per usi non potabili e sono stati installati collettori solari per l’acqua calda sanitaria.
L’azienda agricola sociale comunale ha un ruolo molto importante nel reinserimento di persone svantaggiate, e ha dato vita a una filiera locale. E’ stata infatti affiancata da un centro cottura per la realizzazione di cinquecento pasti al giorno per le mense pubbliche, quindi anche per i comuni circostanti, e dalla costruzione di un laboratorio per la produzione di conserve alimentari per la verdura e la frutta in eccesso, o non adatte alla commercializzazione perché troppo matura o fuori misura.
Nel piccolo comune alsaziano è stato anche realizzato un ecomuseo dell’attività contadina, siamo infatti in una zona di estesi campi di grano e mais.
Il risultato di questa partecipazione degli abitanti, che coinvolge anche i bambini e ragazzi delle scuole dell’obbligo, è una riduzione dei costi di funzionamento del Comune di centoventimila euro, e il congelamento al 2005 degli importi delle imposte locali.
A questi risultati ha contribuito anche l’introduzione del Radis, la moneta di Ungersheim, che favorisce i consumi dei prodotti e dei servizi della zona.

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