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BRETAGNA, VACCHE AL PASCOLO, BENESSERE ANIMALE E DEGLI AGRICOLTORI

Minore produzione di latte, più qualità, meno impatto ambientale, più reddito per gli allevatori, grazie alle vacche al pascolo. E’ una storia di agricoltura sostenibile quella che ci arriva dalla Bretagna, una delle zone dove i bovini sono parte integrante del paesaggio, sia perché ovviamente si vedono visto il numero, sia perché, insieme ai produttori, lo modellano, lo tutelano e lo tramandano alle generazioni future.
E’ una pratica di agricoltura moderna quella di centosettanta azienda agricole che allevano bovini da latte nel nord ovest della Francia. Gli allevatori del Centro d’Iniziativa per la Valorizzazione dell’Agricoltura e dell’Ambiente Rurale hanno condotto una ricerca insieme alla Rete di Informazione per la Contabilità Agricola. L’oggetto è stato verificare i costi della produzione del latte con vacche al pascolo, non con metodo biologico.
L’esito è stato che il reddito di questi agricoltori bretoni è cresciuto nonostante la riduzione della produzione, che è pure migliorata in qualità. Anche il lavoro è diminuito nonostante incida maggiormente economicamente, ma i risparmi ottenuti da altre voci lo rendono conveniente. Diminuiscono infatti i costi per i farmaci, per i veterinari, per la realizzazione e gestione di grandi stalle, per i mangimi, mentre l’erba dei pascoli è invece a basso costo, se non, appunto, per l’attività degli agricoltori per consentirne la riproduzione dai terreni, e il benessere degli animali aumenta.
I vantaggi economici di questo modo di produrre coinvolgono anche i contributi per la Pac, la Politica Agricola Comunitaria, che diventano così più interessanti per i produttori, perché incidono maggiormente per la parte di lavoro delle aziende, si passa dal 33% delle aziende convenzionali al 48% di quelle con il metodo sostenibile delle vacche al pascolo.

 

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