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QUINDICI ANNI DI RESILIENZA DEL MONTE DOBRATSCH

Compie quindici anni la resilienza del Monte Dobratsch, in Austria, da stazione sciistica a parco naturale per la diminuzione delle nevicate e delle piogge.

Questo lembo di terra al confine con l’Italia del valico di Tarvisio e la Slovenia è una buona pratica di come ci si possa adattare al cambiamento climatico. Nella seconda metà degli anni ’90 questa storica località dello sci alpino è rimasta chiusa per tre anni per le scarse nevicate, a questo punto gli operatori e gli abitanti hanno elaborato un nuovo modo di vivere sul monte Dobratsch.

La possibilità dell’innevamento artificiale è stata scartata per i costi e per tutelare la qualità delle acque, risorsa fondamentale non solo per il locale ecosistema montano ma tutta la Carinzia.

La transizione a parco naturale è durata tre anni, e ha visto nascere la nuova infrastruttura turistica nel 2002. Un uso del territorio più in sintonia con la natura stessa, per cui, dopo lo smantellamento di skilift e seggiovie, via libera a ciaspolate, camminate in notturna, itinerari con carrozze trainate a cavallo, laboratori per la lavorazione del legno, attività per bambini come un parco giochi, animazioni. Tutte meno costose da realizzare e mantenere rispetto a quelle della stazione sciistica.

Gli stessi hotel sono diventati promotori di altre iniziative, oltre che luoghi di soggiorno, diversamente dal precedente periodo in cui erano indotto delle attrazioni delle piste da sci alpino.

Con fondi europei, tra le varie azioni per recuperare la naturalità, sono state ripristinate aree umide per alcune specie di anfibi, mentre in precedenza le canalizzazioni avevano ridotto di molto questo tipo di superfici.

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