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INNSBRUCK E’ VIVIBILE GRAZIE ALLA MOBILITA SOSTENIBILE

Settantaquattro per cento di mobilità con mezzi pubblici, biciclette e a piedi. E’ Innsbruck, Austria, centocinquantamila abitanti, città medievale ma anche moderna, dove antico e contemporaneo convivono con eleganza.
E’ un bel primato quello della capitale del Tirolo, una media città con una mobilità a basso impatto ambientale in percentuale così alta è una buona pratica, normalmente riservata ad alcune grandi metropoli centro europee. Elemento fondamentale è la compatezza della città, che permette di mantenere una buona rete di mezzi pubblici con numerosi utenti, grazie all’alta densità abitativa. La pianificazione urbanistica in questo è stata protagonista, con il piano territoriale per i prossimi dieci anni contiene il consumo di suolo.
I risultati parlano chiaro, ventotto per cento di spostamenti a piedi, ventisei con i mezzi pubblici, altrettanti in auto, e venti in bici. Questo risultato è l’esito di politiche pubbliche iniziate negli anni ‘90, per cui l’occupazione di suolo pubblico per il parcheggio è fatta pagare cara per la sua ristrettezza, due euro l’ora in centro, e massimo novanta minuti di sosta, nei quartieri, invece, la metà del prezzo, senza tempo, e con un limite giornaliero di sette euro. Le stesse tariffe sono applicate nei seimila posti dei parcheggi sotterranei.
Grazie a questo sistema l’abbonamento annuale ai mezzi pubblici è sceso a trecentoquaranta euro dai precedenti quattrocentosessanta, e un terzo degli abitanti di Innsbruck ne possiede uno. Il prezzo del singolo biglietto è caro, sulle vetture del trasporto pubblico arriva fino a due euro e dieci perché fa perdere tempo al conducente-bigliettaio.
In tutto questo il commercio in centro città è cresciuto, smentendo le proteste degli esercenti che inizialmente erano contrari alla riduzione del trasporto privato.

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