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ROUBAIX CITTA’ RIFIUTI ZERO

Roubaix studia da città rifiuti zero. La città francese al confine con il Belgio da due anni e mezzo ha iniziato un percorso per introdurre la raccolta differenziata domiciliare spinta dei propri scarti, quella che prevede anche la separazione dei rifiuti di cucina, la frazione cosiddetta umida.
Il comune fa parte dell’area metropolitana di Lille, che non adotta questo sistema, per cui Roubaix si è dovuto ingegnare per iniziare a ridurre la produzione e smaltire diversamente. La scelta dell’amministrazione di Roubaix di puntare sulla differenziata, e sul miglioramento del decoro e dell’igiene urbana, è dovuto alla necessità di far riappropriare i cittadini dei propri spazi urbani, e di farli sentire comuni, per questo la gestione dei rifiuti e il recupero della pulizia sono stati ritenuti strategici dall’amministrazione.
Per questo motivo sono state selezionate nel 2015 le prima cento famiglie che su base volontaria hanno sperimentato una serie di buone pratiche, imparate in lezioni pubbliche, che le ha portate a ridurre dal cinquanta all’ottanta per cento la produzione di rifiuti. Nel 2016 altre centoventi famiglie hanno aderito al progetto volontario. Tra le iniziative intraprese quella dell’adozione delle compostiere domestiche, per questo ne sono state anche sviluppate da balcone per coloro che non dispongono di un giardino.
Anche le scuole sono state coinvolte dall’amministrazione di Roubaix nel progetto zero rifiuti. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento delle mense, anche con programmi contro lo spreco alimentare, e la gestione dei giardini con zona dedicata al compostaggio. Anche le stoviglie sono state cambiate, da quelle usa e getta a quelle lavabili e riutilizzabili.
Nella città di arrivo della gara ciclistica di primavera Parigi-Roubaix, una delle classiche di inizio stagione con i suoi lunghi tratti sul pavè, il municipio sta anche realizzando iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento dei commercianti. Per questo sono intraprese iniziative per ridurre l’utilizzo dei sacchetti di plastica, per incentivare consumo di prodotti locali a minore impatto ambientale, per esempio dando buoni spesa alle famiglie che si sono impegnate nella raccolta differenziata spinta e nella riduzione dei rifiuti.

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