content top

LA RESILIENZA DEL RHODE ISLAND DOPO L’URGANO SANDY

E’ ormai entrato nel terzo anno di azioni il piano per la resilienza del Rhode Island, piccolo stato da un milione di abitanti della costa nord orientale degli Stati Uniti, danneggiato duramente nel 2010 dall’Uragano Sandy.
Nel 2014 il parlamento ha varato questo provvedimento per tutelare la vulnerabilità del territorio, soprattutto quello costiero, dove i cambiamenti climatici potrebbero portare all’innalzamento del livello dell’Oceano Atlantico fino a otto metri.
Questo scenario metterà a rischio sia gli insediamenti umani che gli stessi ecosistemi, visto che l’acqua marina verrà a contatto con falde e ambienti umidi ora riserva d’acqua dolce. Per questo motivo le politiche di resilienza comprendono sia le aree urbane che quelle costiere dove la rete delle aree cuscinetto, come i boschi, possono aiutare a ricreare acqua dolce filtrando quella piovana, oltre che a ridurre localmente l’impatto dell’innalzamento della temperatura e la forza degli eventi meteo, come le alluvioni.
Per le città sono sostenute anche la mobilità pedonale, quella ciclistica e l’uso dei mezzi pubblici.
Tutta la politica energetica si basa sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica per limitare l’effetto serra, e sull’uso di fonti rinnovabili. Per questo sono sostenute anche la produzione decentrata e la distribuzione attraverso una rete elettrica intelligente.
Il Rhode Island è uno dei punti di riferimento negli Stati Uniti per la riduzione delle emissioni dei gas climalteranti.
Ovviamente la resilienza prende in considerazione anche la vulnerabilità dell’economia del territorio, che ci basa su sanità, turismo e manifatturiero, le cui aree, per esempio, non devono essere realizzate nelle zone ad alto rischio ambientale. Un’altra delle eredità dell’Uragano Sandy e delle alluvioni che provocò.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *