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L’AUSTRIA GUIDA LA RISCOPERTA DEL LATTE FIENO

Il ritorno del latte fresco da fieno ha ormai quattro anni, e il suo epicentro in Austria. E’ una storia di agricoltura di montagna sostenibile quella dell’allevamento di bovini senza alimenti fermentati o geneticamente modificati. Dal 2013 a oggi il mercato di questo tipo di prodotto è arrivato al quindici per cento del totale, e si sta estendendo ad altri paesi europei, come Svizzera, Francia e Italia, ma anche negli Stati Uniti.
Il latte di fieno non è altro che il metodo storico di alimentazione delle vacche, libere al pascolo di brucare erba fresca da primavera ad autunno, in stalla alimentate con fieno essiccato durante l’inverno, con le ovvie differenze climatiche e metereologiche in base alle zone geografiche.
Il nuovo latte fresco sostenibile ha avuto ulteriore impulso dopo che lo scorso anno l’Unione Europea ha regolamentato il settore, riconoscendo il marchio stg austriaco, specialità tradizionale garantita. Le norme prevedono che l’alimentazione delle vacche con erba o fieno non sia meno del settancinque per cento del totale.
Gli allevamenti di montagna hanno il duplice vantaggio di dare latte e formaggi più saporiti e diversi in base alla stagione, l’erba e il fieno che mangiano le vacche variano, infatti, in base alla stagione in cui brucano o in cui è stato raccolto, e di mantenere il presidio e la manutenzione del territorio. Gli alpeggiatori, e le aziende agricole di montagna, infatti, mantengono i prati in quota, impedendo ai boschi di estendersi e lasciando, appunto, lo strato vegetativo che impedisce al terreno di franare, così come puliscono i corsi d’acqua e i boschi adiacenti, riducendo i rischi idrogeologici e di diffusione degli incendi.
Questo tipo di allevamento sostenibile sta tornando anche per i bovini da carne.

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