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IL BORGO DIPINTO FESTEGGIA IL SUO FORMAGGIO

arcumeggia capra dipintoFormaggio in festa nel paese dipinto. Ad Arcumeggia (Va) la prima domenica di settembre, salvo eccezioni, c’è la Sagra del Bicc, un formaggio ormai sconosciuto anche nel varesotto dove si produce.

La tenacia di poche persone appassionate alle proprie radici sta strappando dell’oblio questo cacio, nato, probabilmente, dalla necessità di recuperare le forme di formaggelle fresche caprine difettate, e di poter mangiare formaggio anche nei periodi in cui le capre sono in asciutta.

Il Bicc, o Furmagg de Ségia, è prodotto dalla fermentazione di pezzi della locale formaggella di capra, che sono messi in un contenitore chiuso, anticamente di legno, ogni strato è coperto di pepe e di spezie, di cui ogni produttore mantiene riservata la composizione, poi si aggiunge panna, qualcuno ci mette siero di latte o latte, infine si mette un peso al di sopra per fargli perdere i liquidi in eccesso. Il risultato è un formaggio morbido, molto saporito e piccante, che si inizia a consumare a settembre, poco prima dell’asciutta delle capre.

Il Bicc, come numerosi formaggi, ha molteplici usi in cucina, dove accompagna polenta, pasta e riso, oltre a essere gustato da solo.

Ogni anno la Proloco di Arcumeggia, il bel borgo dipinto della Val Veddasca dove risiedono alcuni artisti che hanno abbellito le strade del paese, la prima domenica di settembre, salvo eccezioni, organizza la sagra per degustare questo formaggio, che per ora non è acquistabile. La produzione è in aumento, ma il processo per il recupero anche per il commercio è ancora lungo.

 

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