Archive for dicembre, 2011

APPLICAZIONI PER I TRASPORTI PUBBLICI DI MILANO

Applicazione mezzi pubblici Milano: Muovimi

Applicazioni per i mezzi pubblici di Milano. Metropolitane, tram, autobus, filovie, ma anche bike e car sharing, nonché i parcheggi per auto, in tempo reale sugli smartphone. Muovimi, Iatm e Atm mobile sono tutto questo, ma anche molto di più, considerato che l’uso di informazioni georeferenziate permette ai telefonini di nuova generazione di essere nuove guide stradali intelligenti.

La prima applicazione arrivata sugli smartphone è stata Muovimi, e consente di sapere dove sono le fermate dei mezzi e i tempi di attesa per la rete urbana dell’Atm di Milano. Per ora c’è solo la versione per Iphone, e tra poco anche per Ipad, secondo quanto scrive su Twitter l’autore Alessandro De Peppo, che in un post intervista su 02blog ha spiegato anche le principali differenze con le app ufficiali dell’azienda dei trasporti milanesi.

Iatm è dedicata al sistema operativo iOS della Apple, quello per Iphone e Ipad, e dispone della visualizzazione delle fermate in realtà aumentata e dispone della versione in inglese, oltre ai percorsi e tempi di attesa dei mezzi pubblici milanesi.

Atm mobile ha versioni per Android, Blackberry, Windows e Symbian di Nokia, è più spartana graficamente, ma è un portale verticale per la mobilità sostenibile dei sistemi gestisti dall’azienda dei trasporti. Permette infatti di verificare la vicinanza alle stazioni del bike e car sharing (solo Guidami), ai parcheggi per auto, e alle rivendite dei biglietti.

Nelle applicazioni di Atm non c’è purtroppo la possibilità di interloquire per segnalare difetti e miglioramenti come invece per Muovimi.

A quando un’app con tutti i mezzi di trasporto dell’area metropolitana di Milano?

Intanto per gli utenti Trenitalia ci sono solo applicazioni per Iphone e Ipad, per Trenord c’è esclusivamente quella per il Malpensa Express Android e prossimamente anche Ios, ma via Twitter si possono avere aggiornamenti sulla propria linea, e non ci sono quelle per i taxi. A New York, invece, c’è quella che permette di utilizzare la tariffa condivisa, una possibilità sconosciuta a gran parte degli utenti milanesi.

 

TAPPI DI SUGHERO, CAMPAGNA PER RICICLAGGIO E RIUSO

Tappi di sughero da riciclare, grazie al riuso della corteccia con la quale sono fatti. Sempre di più, con maggiori utilizzi, e creazione di reddito per coloro che vi lavorano. Unica limitazione, niente più chiusura della bottiglie di vino.

Prosegue, apparentemente in silenzio, ma sempre in crescita, la raccolta differenziata volontaria dei tappi di sughero delle bottiglie di vino. Contemporaneamente il riuso continua a diffondersi, nell’edilizia, come isolante naturale con ottime prestazioni, ma anche, per esempio, nel contenimento dell’inquinamento idrico da idrocarburi. L’attività di volontariato è tuttora strategica e indispensabile per riuscire nella raccolta, il sughero, infatti, costa poco al chilo e occupa parecchio spazio, a causa del suo basso peso specifico.

Da poco tempo è iniziato il progetto Etico per raccogliere, ripulire e rigenerare i sigilli di sughero usati, ed è promosso da Amorick Cork Italia, azienda portoghese specializzata in prodotti di sughero. La nuova campagna prende l’eredità del precedente “Tappi a chi?”, coordinato da Rilegno, alcuni protagonisti del settore non profit sono infatti ancora i medesimi, come l’associazione A Braccia Aperte di Milano, che sta realizzando il Parco della Vita a Cesano Boscone (Mi), o la cooperativa sociale Arti e Mestieri di Boves (Mi), specializzata in bioedilizia e bioarredamento.

Ulteriore passaggio ad alto valore sociale l’inserimento del lavoro delle persone detenute del carcere di Bollate (Mi), che si occuperanno della selezione dei materiali impropri, come le gabbiette di metallo, o dei tappi di silicone, che per disattenzione sono confusi con quelli di materiale naturale.

Intanto in Sardegna è stato attivato Sughero Naturale, un programma per la valorizzazione di tutta la filiera, dalla coltivazione delle querce all’utilizzo per opere d’arte, passando ovviamente per la bioedilizia e per i tappi da vino.

Per chi fosse interessato a portare i tappi, o a iniziare un’attività di raccolta, a Braccia Aperte ha realizzato una mappa con i punti di conferimento, che per ora sono nelle province di Milano, Monza, Lecco, Sondrio, Como, Varese, Pavia, Biella, Cuneo, Genova, La Spezia, Roma, Bari, e Trento.

 

MELBOURNE,LA SOSTENIBILITA’ URBANA COME PROGETTO

Melbourne, centro città, mappa ciclabile

Melbourne sta per entrare nel ventisettesimo anno di trasformazioni urbane sostenibili. E’ del 1985 infatti il primo piano strategico cittadino per rivitalizzare il centro della metropoli australiana, che conta quattro milioni di abitanti.

In questo lasso di tempo c’è stato un ricambio dell’uso di questa zona e degli stessi fruitori. Vi è stato infatti un forte incremento di studenti universitari nel nel decennio compreso tra il 1993 e il 2004, che ha portato una crescita degli spostamenti pedonali, in particolare la sera. Questo cambiamento ha portato vivacità al centro di Melbourne, in precedenza più spento.

La città da sempre risulta ai primi posti della vivibilità, per incrementare ulteriormente la qualità urbana ha realizzato nuovi grandi ed emblematici edifici pubblici ad alta efficienza energetica, tra questi il palazzo dei congressi e un grande edificio di uffici del comune.

Sull’esempio pubblico anche il mercato dell’edilizia privata ha iniziato a realizzare edifici a bassa consumo di energia, comprese convenzioni con le banche per agevolare i finanziamenti di ristrutturazione ecocompatibili. Nel 2003 il primo mercato comunale, il Queen Victoria, è stato dotato di pannelli fotovoltaici, sempre in quell’anno è stato realizzato il piano clima per arrivare nel 2020 a pareggiare le emissioni con l’assorbimento, documento che è stato aggiornato nel 2008. Tra gli interventi previsti anche l’acquisto di elettricità solo da fonti rinnovabili, e incentivi per le imprese che adottano tecnologie sostenibili.

Anche nella città australiana non poteva mancare uno spazio per la ciclabilità urbana, per cui c’è l’obiettivo del raddoppio, che ha visto anche l’istituzione di un servizio di bike sharing.


 

CALIFORNIA: LA BORSA DELLE EMISSIONI CLIMALTERANTI

La California dovrebbe inaugurare nel 2013 il proprio mercato delle emissioni dei gas climalteranti. Sono infatti stati approvati i regolamenti del cap and trade, quelli che sanciscono i tetti di partenza dei diritti di inquinamento e che stabiliscono le modalità del commercio dei titoli di risparmio, che saranno emessi dai soggetti virtuosi. Si prevede che il nuovo mercato andrà a regime nel 2016 e che tratterà affari per dieci miliardi di dollari. La borsa californiana della CO2 sarà la seconda per dimensioni dopo quello dell’Unione Europea.

L’ultimo passaggio istituzionale necessario è stato approvato all’unanimità a ottobre dal dipartimento aria dell’agenzia statale per la protezione dell’ambiente, ed è arrivato dopo tre anni di confronti, anche aspro, con il mondo dell’industria. L’istituzione del marcato della emissioni della California, una delle principali economie mondiali, era stato sancito da una legge del 2006, la nota Ab 32 sui cambiamenti climatici, per cui si era alquanto impegnato l’allora governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger. Obiettivo è far tornare le emissioni climalteranti ai livelli del 1990 entro il 2020. I principali settori industriali coinvolti dal provvedimento sono le raffinerie di petrolio e le centrali termoelettriche.

Il funzionamento. I limiti di emissione sono stati stabiliti attraverso la raccolta per tre anni dei dati sulle emissioni delle industrie. Le imprese sono state raggruppate in settori ed è stato assegnato un punto di riferimento medio delle emissioni. Le aziende potranno emettere fino al 90% di tale importo nel primo anno. Le industrie che opereranno in modo efficiente, sotto il limite stabilito, potranno vendere sul mercato le proprie quote di carbonio in eccesso, le società le cui emissioni saranno, invece, al di sopra del punto di riferimento dovranno compensarle attraverso l’acquisto di crediti.

Chi emetterà i titoli azionari negoziabili? I parchi, per esempio, potranno incrementare l’accumulo di carbonio attraverso l’estensione delle zone boscate o comunque mediante azioni che incrementino il sequestro della C02 Questo aumento di stoccaggio del carbonio può essere trasformato in un credito negoziabile. Ci sarà un’entità indipendente che verificherà che il risparmio di emissioni sia reale, e il nuovo giacimento supplementare sia mantenuto per almeno cento anni. Nessun compensazione di carbonio potrà essere acquistata al di fuori degli Stati Uniti.