Archive for ottobre, 2010

A MILANO C’E’ L’ISOLA DELLA BICI

Pista ciclabile Cavalcavia Don Eugenio Bussa, Milano, Stazione Garibaldi.

C’è la storica associazione dei ciclisti urbani milanesi e il giovane artigiano riparatore che si inventa nuovi servizi. Ci sono i produttori di bici di design su ordinazione, e i titolari del negozio con gli accessori più recenti e alla moda. E’ il quartiere Isola di Milano, ex zona popolare, oggi tra le più in voga della città, che riesce ancora a mantenere una propria anima originale, anche grazie alle due ruote.

La fitta e recente nuova presenza di attività economiche ed associative sta facendo parlare gli appassionati della nascita di un distretto della bicicletta, E’ l’ennesima prova di come la mobilità sulle due ruote a Milano sia aumentata considerevolmente in questi anni, fino a contare centocinquantamila spostamenti al giorno secondo l’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio del Comune. Proprio in questo dedalo di strade che non si riesce ad attraversare da nord a sud e da est a ovest, e ovviamente nelle due direzioni inverse, la bici urbana milanese ha messo le sue nuove radici.

Il nome Isola nasce proprio dall’isolamento, soprattutto dal traffico automobilistico, assai presente in tutte le zone centrali di Milano, ma non in questo silente lembo adiacente alla Stazione Garibaldi, il suo confine meridionale. Gli altri limiti della zona sono a est via Melchiorre Gioia, una volta era il Naviglio Martesana che ora vi scorre sotto, a ovest via Carlo Farini e a nord i piazzali Lagosta e Segrino, qui vi era il cimitero de La Moiazza. In realtà questo limite è ormai stato spostato a Viale Stelvio.

Fino all’inizio degli anni 2000 all’Isola non era rimasta traccia di riparatori o venditori di bicicletta. Per trovare assistenza era necessario andare fino alla prima parte di via Farini all’angolo con viale Stelvio, alla storica Bottega del Ciclo, che nel frattempo aveva raddoppiato i propri spazi, il primo segnale di controtendenza rispetto agli anni ’80 e ’90. Di colpo in breve tempo arrivarono, quasi in contemporanea, la sede della storica associazione dei ciclisti milanesi Fiab Ciclobby in via Borsieri e la Ciclofficina alla Stecca degli Artigiani tra via Confalonieri e via De Castilla, ora abbattuta, ma l’associazione +bc che la gestiva ha trovato spazio nell’adiacente Vicolo De Castilla. Poi è arrivato Igor Bike in via Thaon de Revel, un riparatore con servizi innovativi come la lubrificazione del telaio o la bici di cortesia. In via Pastrengo ha aperto Orcobici, che produce, anche insieme all’acquirente, belle bici di design classico. Negli ultimi mesi è arrivato un nuovo grande negozio Equilibri Urbani, dove si trovano le bici pieghevoli più moderne, insieme ad abbigliamento, accessori e libri per il moderno ciclismo urbano.

All’Isola con gran lentezza sta arrivando anche bikemi, il servizio di bike sharing di Milano, per ora è fermo sul confine di via Melchiorre Gioia.

La trasmissione quotidiana di costume e società di Radio Popolare Jalla Jalla, condotta da Paolo Maggioni, il 25 ottobre ha dedicato un servizio alle trasformazioni dell’Isola, e naturalmente la bicicletta con i suoi utilizzatori e i suoi artigiani è protagonista.

 

SI RECUPERA TUTTO NEI VITIGNI

Bike and Wines by Marv! da Flickr

Dalle vinacce esauste ed essiccate si ricava biomassa per riscaldare e produrre elettricità. Dai raspi si ottiene materiale organico per la pacciamatura. Sono due tra gli utilizzi meno noti dei vitigni che aumentano la sostenibiltà di questo tipo di coltivazione, spesso accusata di essere scarsamente rispettosa dell’ambiente e di essere causa dell’incremento del dissesto idrogeologico.

Da tempo è in corso un processo di miglioramento della vitivinicultura, a iniziare dalla ricerca della qualità, che ha orientato la produzione verso la bontà rispetto alla quantità. L’incremento di reddito delle aziende agricole ha permesso di investire nei miglioramenti di tutta la filiera, che stanno proseguendo, anche con difficoltà, come per la definizione europea di vino biologico. La stesura del regolamento europeo si è infatti arenata nelle differenze tra stati del nord e sud dell’Ue.  Le pratiche sostenibili innovative si stanno diffondendo nella realizzazione di nuove cantine, che si inseriscono piacevolmente nel paesaggio e che sono realizzate con materiali edili ecocompatibili. In molto casi si iniziano a vedere anche installazione di pannelli fotovoltaici e solari termici sui tetti. Per quanto riguarda l’aspetto agricolo vi sono strade che possono sembrare anche contraddittorie.

L’uso dei raspi per la pacciamatura attorno ai vitigni è una tecnica adottata per non far crescere erbacce al fine di migliorare la qualità dei frutti e del lavoro, mentre vi sono coltivatori che fanno crescere l’erba per compattare il terreno in modo da diminuire l’erosione del suolo, quindi il dissesto idrogeologico. Evidentemente ciascuna avrà un utilizzo sostenibile in base alla tipologia del territorio dell’azienda che deciderà di adottarla. L’irrigazione in alcuni casi è stata razionalizzata con riduzione dei consumi, analoga strada intrapresa anche nelle cantine durante le fasi della lavorazione dove è necessaria.

L’elenco delle buone pratiche è lungo, e prevede anche l’uso dei vinaccioli per ottenere un olio usato sia per l’alimentazione che la cosmetica, piuttosto che il riuso delle vinacce per ottenere grappa dopo una distillazione. In quest’ultimo caso è possibile ottenere infine pellet per l’uso come biomassa per riscaldare o produrre elettricità dopo un trattamento di essicamento. Dallo stesso materiale è anche possibile ricavare bioetanolo per autotrazione.

Altri aspetti della sostenibilità della vitivinicultura arrivano dagli imballaggi del vino, in questo ambito sono state adottate bottiglie con minore utilizzo di vetro, etichette stampate con inchiostri e carte a ridotto impatto ambientale, in qualche caso si trovano anche distributori alla spina, ma solo per quello di gamma meno pregiata.

Per finire vi è anche il turismo enologico in bicicletta, con tanto di due ruote attrezzate e aziende agricole con parcheggi predisposti per chi pedala tra una cantina e l’altra, godendosi gli aromi del vino e la bellezza del paesaggio modificato dal lavoro dell’uomo.

 

ANCORA 55%: MENO TASSE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA

 

Il 31 dicembre 2010 scadono i benefici fiscali per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. E’ dal 2007 che gli italiani godono della possibilità di detrarre il 55% della spesa per gli investimenti fatti. E’ dal 2009 che associazioni di imprenditori, artigiani, ambientalisti e blogger si mobilitano affinchè questo beneficio non venga eliminato dal Governo nel peloso tentativo di risparmiare soldi.

Il 31 dicembre il decreto scade. Noi firmatari di questo appello vogliamo che venga prorogato, anzi, stabilizzato. Perchè la prima fonte energetica di questo paese è l’efficienza. E perchè le imposte sulla produzione di buona energia devono essere ridotte (a scapito della cattiva).

Questo il nostro appello al Ministro dello sviluppo economico che ti chiediamo di sottoscrivere. E questo il testo per incatenare il tuo blog (da copiare e incollare aggiungendo la tua firma):

55%: al via la catena di blog per la conferma delle detrazioni per l’efficienza energetica

Firma anche tu per prolungare le detrazioni del 55% per i lavori di efficienza energetica

Cosa sono le detrazioni del 55%?
La Finanziaria del 2007 ha introdotto la possibilità di beneficiare di detrazioni d’imposta per chi realizza interventi volti a migliorare l’efficienza energetica della propria residenza. In particolare si può chiedere la restituzione in cinque anni del 55% della spesa sostenuta per riduzione delle dispersioni termiche degli edifici, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, installazione di caldaie a condensazione e costruzione di nuovi edifici ad altissima efficienza energetica.

Perchè sono importanti per l’ambiente?

Perchè ridurre il consumo di energia è il primo passo per ridurre le emissioni di CO2, prima ancora dell’incentivo alle fonti rinnovabili.

Perchè sono importanti per l’economia?
Perchè hanno permesso di dare impulso ad un settore per la maggior parte composto da piccoli artigiani, favorendo anche l’emersione del nero che spesso è collegato ai lavori di ristrutturazione ed edilizia. Il mancato introito da parte dello stato dovuto alle detrazioni è ampiamente ripagato dal fatto che molti lavori non sarebbero stati realizzati o non sarebbero stati fatturati.

Quando scadono?
Allo stato attuale si può usufruire delle detrazioni solo fino al 31 dicembre 2010. Per prolungarle, e magari farle diventare strutturali è partita una mobilitazione su vari fronti, industriali, associazioni di categoria e anche blogger.

Firmare adesso!
Sul sito lettera aperta al neo ministro per lo sviluppo economico in cui si chiede, alla luce dei risultati fin qui raggiunti dalle detrazioni, di prolungarle al più presto. Primi firmatari sono Giuseppe Civati,Roberto Codazzi, Eugenio Comincini, Leonardo Fiorentini, Marco Lamperti, Letizia Palmisano, Marcello Saponaro.

Incatena il tuo blog
Sul sito si può firmare, se hai un blog ti chiediamo di rilanciare l’iniziativa, copiando questo post e linkando quanti l’hanno già fatto, e di segnalarlo qui sotto nei commenti. Se vuoi puoi anche inserire i nostri banner, e magari inviare a infoATcinquantacinquepercento.it le tue idee e magari le tue esperienze riguardo al miglioramento dell’efficienza energetica di casa tua.

Hanno aderito: