Archive for dicembre, 2009

E’ NATA LA STRADA DEI SAPORI E DELLE VALLI VARESINE

strade dei sapori

 

Un nuovo percorso per lo sviluppo rurale e turistico. Una strada per sostenere l’agricoltura di montagna e promuovere la conoscenza di luoghi belli e interessanti. E’ la Strada dei Sapori e delle Valli Varesine, che ha iniziato la sua vita formale venerdì 11 dicembre, dopo una gestazione annunciata la scorsa estate. Promotore dell’iniziativa è stata la Comunità Montana della Valcuvia, che da poco si è unita a quella delle Valli del Luinese, dando vita alla Comunità Montana delle Valli del Verbano.

Nell’alto varesotto da almeno una quindicina di anni è iniziata la riscoperta del patrimonio agroalimentare locale, il prodotto più noto è la Formagella del Luinese, cui si affianca il Violino di Capra del Luinese, e il Miele Varesino d’Acacia (Robinia), il cui iter di riconoscimento del marchio Dop, Denominazione di origine protetta, non è ancora terminato. Altri prodotti di cui sta avvenendo la valorizzazione sono l‘Asparago di Cantello e il Salame Prealpino Varesino.

Le Strade dei sapori sono associazioni che riuniscono enti locali, aziende pubbliche e soggetti privati uniti nell’obiettivo di valorizzare un territorio e i suoi prodotti, inizialmente erano nate come percorsi del vino, visti i buoni risultati l’esperienza è stata estesa ad altri ambiti.

I primi soci sono trentaquattro, venti imprese e quattordici comuni: Cadegliano, Caravate, Cassano Valcuvia, Castello Cabiaglio, Cugliate, Rancio, Brezzo di Bedero, Dumenza, Pino Tronzano sul Lago Maggiore, Veddasca, Arcisate, Bisuschio, Cuasso al Monte e Saltrio. Alla fine dell’iter dovrebbero essere una cinquantina gli aderenti, sui cinquantasette del territorio, visto che potrebbero esserci defezioni all’iniziativa.

 

IL MERCATO DI SLOW FOOD A MILANO

mercati della terra slow food

 

Arriva a Milano il Mercato della Terra di Slow Food. Il sabato, nel parco di Largo Marinai d’Italia, una quarantina di produttori selezionati entro un raggio di quaranta chilometri dalla città venderanno frutta, verdura, latte, formaggi, riso e miele. Il primo appuntamento ci sarà il 12 dicembre dalle 9 alle 15, per poi diventare settimanale da gennaio.

La principale zona di arrivo dei contadini e artigiani dei sapori sarà il Parco agricolo sud Milano, la più importante area protetta di cintura urbana d’Europa a vocazione rurale. Oltre all’ente di gestione e Slow Food, il progetto è sostenuto da Comune di Milano e Fondazione Cariplo.

L’associazione organizzerà anche Laboratori del gusto e porterà due presidi non del territorio circostante tra quelli sostenuti dalla propria fondazione per la salvaguardia della biodiversità. Ci saranno il progetto per lo sviluppo del Caffè delle terre alte di Huehuetenango, in Guatemala, e quello dei Datteri dell’Oasi di Siwa, in Egitto.

 

IL MERCATO CONTADINO DI CASCINA CUCCAGNA

Il cantiere della Cuccagna - Foto di Guglielmo Trupia by Flickr

Il cantiere della Cuccagna - Foto di Guglielmo Trupia by Flickr

 

Produttori agricoli in cascina, nel centro di Milano, o quasi. E’ il mercatino di Cascina Cuccagna, avamposto della nuova sostenibilità ambrosiana.

Una volta a settimana, il martedì pomeriggio dalle 15  e 30 alle 20, il farmers’ market della Coldiretti si sposta dalla sede di via Ripamonti, dove si svolge il mercoledì e il sabato mattina, in viale Umbria angolo via Muratori, vicino a piazzale Lodi.

L’iniziativa è quindi una collaborazione tra i promotori del recupero architettonico, ma soprattutto sociale,  di questo esempio di manufatto rurale di oltre tre secoli fa, ormai circondato dalla metropoli, il Consorzio Cantiere Cascina Cuccagna,  e la principale confederazione di imprenditori agricoli, la Coldiretti.

Da ormai un decennio la tenacia, la creatività e le sinergie tra numerosi soggetti sociali ed economici, come nel caso del nuovo mercato contadino, hanno portato quello che era un non luogo della città a diventare una infrastruttura di utilità sociale per la vivibilità del quartiere e della città, oltre che dell’area metropolitana. Un esempio di sviluppo sostenibile il cui valore è difficile da quantificare, secondo i tradizionali strumenti, oltre che da valutare, viste le molteplici iniziative che sta generando e che potranno nascere dalle condivisioni già in essere e che probabilmente si attiveranno dalle frequentazioni delle persone.